Miracle Mud: il filtro a fanghiglia, il punto dopo un mese

Miracle Mud: il filtro a fanghiglia, il punto dopo un mese

Ad oltre un mese di distanza dall’installazione della vaschetta con il nuovo filtro a fanghiglia, ho notato nel mio acquario alcune novità.
In questa specie di diario di bordo vi racconto le mie esperienze e le mie osservazioni.

Crescita dei polipi
Dopo circa quaranta giorni dall’avviamento del filtro a fanghiglia, si può notare come i polipi dei coralli siano più aperti e più estroflessi. Ciò è da ricondursi alla grande quantità di Plancton presente nell’acqua e a tutte le sostanze disciolte in essa.

Ridurre l’uso dello schiumatoio fino ad eliminarlo
In questa fase lo schiumatoio dovrà funzionare sempre meno.
Ecco una tabella che illustra come ridurre gradualmente le ore di schiumazione senza rischiare di provocare uno squilibrio nell’ecosistema. Lo schiumatoio viene attivato da un timer regolabile a scatti di 15 minuti:

Giorni Tacche Tempo totale
Lunedì -1 -15 minuti
Mercoledì -1 -15 minuti
Venerdì -1 -15 minuti
Domenica -1 -15 minuti
Martedì -2 -30 minuti
Giovedì -2 -30 minuti
Sabato -2 -30 minuti

Togliendo quindi due ore e mezzo ogni settimana, in meno di due mesi si eliminerà l’uso dello schiumatoio.
E’ bene iniziare presto a diminuire le ore di schiumazione. Lo schiumatoio elimina dall’acqua le sostanze di rifiuto ma probabilmente anche alcuni composti utili agli invertebrati.
Togliendo lo schiumatoio la vasca non avrà ripercussioni: molte delle sostanze dannose verranno eliminate dal Mud’s Tank mentre i composti che possono fornire cibo agli invertebrati, rimarranno in circolo, favorendo una sana crescita.
Inoltre, una miriade di nuove forme di vita, che probabilmente sarebbero state ancora più numerose se l’acquario fosse stato avviato sin dall’inizio col filtro a fanghiglia, si espongono alla luce sulle rocce o fanno capolino tra le fessure.

Compaiono nuovi organismi nel Mud’s Tank
Ecco un breve elenco dei nuovi inquilini nell’ordine in cui sono apparsi: copepodi, ascidie (il genere bianco e più resistente), vermi, anfipodi ed echinodermi, ed infine altre ascidie.
Nel Mud’s Tank (filtro a fanghiglia) non compaiono spontaneamente i granchi e tutti gli altri crostacei che popolano un rifugium perché qui il numero di rocce vive è e dev’essere decisamente minore di quelle presenti in un refugium. Del resto, se è minore il numero di specie, ciò non sarà grave perché qualunque piccola alga o artemia inserita nel Mud’S Tank (filtro a fanghiglia) prolifererà e, se riuscirà ad arrivare nell’acquario, diventerà un ghiotto boccone per i pesci.

Le alghe e gli organismi che possono essere inseriti nel Mud’s Tank:

  • Tunicati: tutte le specie;
  • Alghe Caulerpa: prolifera, racemosa, taxifolia, peltata;
  • Altre alghe superiori: Valonia, tutte le specie di Halimeda, Rhodophyta, Gracilaria, tutte le altre alghe spontanee e non filamentose che si sviluppano sulle rocce vive;
  • Celenterati: poriferi di piccole dimensioni, polipi incrostanti (1);
  • Vermi: anellidi, olicheti, policheti, tutte le specie piccole che crescono nella sabbia;
  • Echinodermi: ricci (2), oloturie, stelle, crinoidi (3);
  • Molluschi: tutti i bivalvi e valvi (meglio se non prevalentemente erbivori) non conosciuti come le specie di datteri di mare, tutti i gasteropodi (che hanno la conchiglia a cono), tutti i nudibranchi, tutti i piccoli paguri detrito-alghivori, tutti i piccoli granchi non scavatori;
  • Cicale mantidi (4);
  • Predatori medio-piccoli (4);
  • Divoratori di polipi (5).
  1. Non devono essere infestanti né finire in acquario.
  2. Si possono inserire ma non sono l’ideale.
  3. Data la loro bellezza e delicatezza, devono avere spazio per muoversi, non devono essere assediati da polipi incrostanti e simili
  4. Sono predatori molto aggressivi: potrebbero eliminare molti coinquilini del Mud’s Tank.
  5. Se ci sono polipi incrostanti in vasca.

Bisogna evitare di trasformare il Mud’s Tank (filtro a fanghiglia) in un ammasso di organismi. Soprattutto le specie sessili devono poter crescere ma senza diventare infestanti: in particolare bisogna evitare che crescano sulle alghe per evitare che queste deperiscano per mancanza di luce. Gli ospiti che hanno la possibilità di muoversi, invece devono poterlo fare senza chiedere “permesso”.

Una stella in cura: ottimi risultati
Mi è capitato di dover spostare una stella marina rossa nel Mud’s Tank (filtro a fanghiglia), perché danneggiata forse da un granchio o da una cicala.
La stella presentava una lacerazione dalla punta di un tentacolo alla bocca: era quasi divisa in due, difficilmente recuperabile. La ferita lasciava vedere il tessuto interno bianco.
Posizionata sul vetro della vaschetta riusciva a fatica a restare attaccata. Si è spostata sulla fanghiglia. Il giorno dopo parte della cicatrice si era già rimarginata.
Il terzo giorno la stella ha cominciato a spostarsi per tutta la lunghezza della vaschetta. La notte del quarto giorno, le ferite erano tutte perfettamente rimarginate.
Probabilmente il fatto è dovuto anche all’assenza di predatori nel Mud’s tank oltre che alla grande presenza di cibo.

Trasferimento di un Crinoide nel Mud’s Tank
I Crinoidi sono organismi molto delicati ed esigenti. Uno degli scogli maggiori è costituito dalla alimentazione. Hanno bisogno di Plancton finissimo e non sempre nei nostri acquari hanno vita lunga. Ho voluto attuare un esperimento per vedere quanto conta il cibo nella sopravvivenza dei Crinoidi.
Quando il Crinoide è in procinto di morire inizia a perdere tutte le braccia pezzo per pezzo fino a ritrovarsi praticamente come un corpo di 2 centimetri senza braccia. L’esperimento è cominciato quando il mio secondo e coloratissimo Crinoide ha iniziato a perdere gli arti: una dieta aggiuntiva non bastava, è stato allora spostato nel Mud’s Tank (filtro a fanghiglia). La presenza di Plancton vivo ha giocato a suo vantaggio, ma anche una dieta giornaliera aggiuntiva è stata molto importante (vedi sotto il procedimento per alimentarli).
Durante i primi giorni, sembrava che non accettasse il cibo. Senza perdere la speranza ho continuato a cibarlo per molti giorni e con gran sorpresa è ritornato in piena salute. In un primo tempo aveva iniziato a piegare le braccia quando si sentiva travolto dal cibo, poi ha addirittura iniziato a muoversi e camminare per la vaschetta.
Dopo una settimana hanno cominciato a ricrescere le braccia cadute: per ora sono lunghe solo qualche centimetro.
L’ esperimento sembra dunque avvalorare la tesi secondo la quale il Mud’s Tank a soli 40 giorni dall’allestimento è già ricco di micro-cibo. Sono inoltre sempre più convinto che i Crinoidi siano organismi delicati e adatti solo a chi può cibarli più di 2 volte alla settimana e/o disponga di un refugium ben avviato.

Procedimento per alimentare i Crinoidi
Per la preparazione bastano due minuti.

Materiale necessario:

  1. Una siringa senza ago da 5 ml per ogni Crinoide;
  2. Un barattolino di cibo secco contenente granuli friabili (i granuli devono essere poco più larghi del diametro dell’uscita della siringa).

Preparazione:

  1. Riempire di cibo la siringa da 5 ml per almeno 0,5 della sua capacità;
  2. Riempirla d’acqua fino alla tacca dei 3-4 ml;
  3. Riempire d’aria il resto della siringa;
  4. Agitarla facendo in modo di “frullare” i granuli di cibo: l’ acqua dovrebbe apparire opaca.

Somministrazione:

  1. Somministrare il preparato quando il Crinoide è semi chiuso, se è chiuso completamente toccatelo alla base e per reazione tenderà ad aprirsi;
  2. Data la maggiore dimensione dei granuli, spruzzare delicatamente il cibo sul Crinoide, al centro e come una nuvola tutto attorno ad esso: dovrebbe abbassare la braccia, muoverle tutte delicatamente o tentare di spostarsi dalla sua postazione attuale.
  3. Ripetere l’operazione.
  4. Nel giro di 2 o 3 volte, se il mangime è solubile dovrebbe essere diventato così minuto da passare attraverso l’apertura della siringa;
  5. Fate in modo di spruzzare i granuli sopra al Crinoide, delicatamente.

Un po’ di idraulica
Se il Mud’s Tank si trova a livello dell’acqua del’acquario occorre proteggere la bocca del tubo che porta l’acqua dalla vaschetta alla vasca principale. Perché? Il tubo che scarica l’acqua di troppo nell’acquario funziona esattamente come il pozzetto del “troppo pieno” degli acquari provvisti di sump, serve cioé a non far finire animali nell’acquario, nonché a evitare l’insediarsi di organismi incrostanti dentro al tubo.
E’ dunque importante utilizzare una rete medio-fine se nel Mud’s Tank ci sono paguri o gamberi, mentre è essenziale una rete ancora più fine se sono presenti predatori o polipi incrostanti: non devono assolutamente finire nell’acquario. Se il Mud’s Tank è provvisto di un terzo scomparto con bio-balls prima dello “scarico”, la rete può essere a maglia più larga, anche di 5 mm.
D’altra parte bisogna stare attenti affinché il Plancton (Copepodi e simili), riesca a passare nel tubo, va quindi evitato di installare un pre-filtro (lana sintetica o qualsiasi tipo di spugna) prima del buco di scarico. Si può adottare anche una soluzione più semplice: incastrarci una bio-ball.

I detriti
Dentro il Mud’s Tank è inevitabile che dei detriti si accumulino nello scomparto delle bio-balls, così come in quello del Miracle Mud, aumentando così l’altezza dello strato di fondo. A restare bloccati per primi sono i sedimenti più grossi che non riescono ad essere trasportati in alto dalla corrente. Quelli più piccoli, invece, finiscono insieme alla fanghiglia.
Dopo un po’ di tempo, si potrà notare come delle minuscole forme di vita tentino la sopravvivenza in un ambiente all’apparenza abbastanza ostile. Delle piccole ascidie, piccoli anellidi e vermi sono i primi a farsi notare, mentre sulle bio-balls scorrazzano i copepodi (presenti quasi ovunque) che si nutrono delle sostanze rimaste sulle pareti o sulla plastica. Ciò dimostra una grande presenza di uova e larve nell’acqua, perché ci sono organismi anche in zone dove non è possibile arrivare senza risalire la corrente e soprattutto senza la presenza di rocce vive.

L’illuminazione
Sulla vaschetta le luci devono rimanere accese 24 ore su 24. La costante illuminazione provoca una maggiore crescita e sviluppo delle alghe. C’è tuttavia chi sostiene che le alghe necessitano di una pausa perché il processo fotosintetico non può continuare senza sosta e andrebbero quindi incontro ad una morte chiamata dagli americani “reproductive”, cioè uno sbiancamento delle foglie a partire dal gambo con conseguente decomposizione.
Personalmente ho notato che con le luci sempre accese, solo all’inizio qualche foglia viene colpita dalla “reproductive”, le altre sopravvivono e ben presto si abituano alla luce costante. Vale lo stesso per i nuovi rizomi.

La crescita delle alghe
Le alghe sono particolarmente rigogliose quando nella vasca è presente un certa concentrazione di Ferro. Analisi del contenuto del fango hanno permesso di notare che il substrato è particolarmente ricco di Ferro solido. Ogni tanto una sfoltita alle alghe fa bene soprattutto alle foglie più vecchie. In mare l’operazione viene eseguita dai pesci, in acquario dobbiamo invece essere noi a intervenire: esse avranno la possibilità di produrre nuovi rizomi che, crescendo, assorbiranno dall’acqua sostanze dannose all’ecosistema e funzioneranno come un vero e proprio filtro.

Rizomi
All’inizio la Caulerpa inserita nel refugium attraverserà un periodo di adattamento alla luce e alla corrente. Una volta terminato questo processo le alghe inizieranno a espandersi in tutto il Mud’s Tank: è proprio in questo periodo che il filtro a fanghiglia (e alghe) inizia a lavorare a regime.
Utilizzando una illuminazione continua, sarà garantita una continua e regolare crescita della flora ospitata.
Cosa accade quando alcune foglie di Caulerpa marciscono nel filtro? Molti sanno che alla morte di un’alga vengono liberate nell’acqua sostanze inquinanti: ecco dunque perché è bene eliminare ogni alga che dà segni di putrefazione. Ma che succede se la foglia marcescente non viene esportata? Dopo essersi adagiata sul fondo, la clorofilla presente nei tessuti sparisce quasi del tutto quando la foglia si decompone. Dopo due o tre giorni nello stesso punto dove la foglia era marcita, appaiono minuscole alghe verdi filamentose.

Le fine delle sostanze in decomposizione
Mi è capitato di spostare un granchietto nel Mud’s Tank. Purtroppo dopo soli 2 giorni giaceva morto sul fondo. Dapprima si è staccata la corazza, poi i tessuti molli sono diventati cibo per una miriade di minuscoli animaletti quali copepodi, vermi, un nudibranco tutto nero e molte lumachine nonché innumerevoli organismi impossibili da classificare.
Il giorno dopo la maggior parte del corpo era sparita, mentre il giorno successivo restavano solo dei piccoli brandelli di polpa attaccati alla corazza. Non nego che i batteri non abbiano fatto la loro parte, ma è evidente come un refugium sia un ambiente pieno di forme di vita anche quando all’apparenza sono visibili al suo interno pochissimi organismi.

La comparsa di piccole spugne
Osservando le alghe calcaree sulle rocce del Mud’s Tank, ho notato una grande presenza di piccolissime spugne, ognuna diversa dall’altra. E’ singolare che siano comparse subito anche su alcune rocce secche inserite insieme a quelle vive. Ho notato finora quattro varietà, tutte presenti in coppia: due piccole perfettamente sferiche e beige, con dei pori estremamente larghi e sporgenti, due piccole spugne identificabili come Callispongia aureis, due trasparenti e striscianti e solo una molto bella color viola brillante, le stesse che crescono sulle radici delle Mangrovie.

Gli invertebrati: chi se ne giova e chi ne risente
La maggior parte degli invertebrati presenti, molli e duri, mostrano un sensibile miglioramento dopo l’installazione del filtro a fanghiglia, mentre, purtroppo, quelli abituati a vivere in acque molto pulite e con un carico organico molto basso, soffrono e rimangono chiusi e vengono velocemente sopraffatti da chi è più veloce nella crescita. Non è quindi consigliato inserire in vasche dotate di questo filtro invertebrati che richiedono particolari qualità dell’acqua e che sono più adatti ad un acquario tematico.

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INFO ARTICOLO:

 

Alberto Zucca  

 

 ( 4 febbraio 2003 )  

 

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