L'osmoregolatore

L’osmoregolatore – foto Massimo Adami – www.acquariofilia.biz

L’osmoregolatore in un acquario marino.
il nome sembra difficile ma il sistema è semplice e di grande utilità. Si può anche costruire da soli.
Ecco di cosa si tratta. Una vasca aperta è soggetta ad una consistente evaporazione che può giungere anche all’1-2 per cento dell’intero volume d’acqua. Ciò significa che una vasca di 500 litri può perdere oltre 5 litri d’acqua al giorno. L’osmoregolatore non è altro che un sistema di rabbocco automatico dell’acqua evaporata, basato su una piccola pompa, un sensore di livello e un serbatoio con l’acqua d’osmosi necessaria al rabbocco.
Sottolineamo subito che l’acqua che evapora è acqua distillata (i sali non evaporano) per cui quando andremo ad aggiungere ciò che se ne è andato per evaporazione, dovremo ripristinare il livello solo ed esclusivamente usando acqua d’osmosi. Se utilizzassimo acqua salata, nel giro di breve tempo finiremmo per aumentare vistosamente la densità dell’acqua.

L’osmoregolatore in un acquario marino nel dettaglio

L’effetto dell’evaporazione dell’acqua in una vasca aperta si presenta sia d’inverno che d’estate. Maggiore è la differenza di temperatura tra l’acqua della vasca e l’ambiente in cui si trova, maggiore sarà la percentuale di evaporazione. Se per esempio d’inverno teniamo la vasca con l’acqua a 25° in una stanza non riscaldata, possiamo essere certi che l’evaporazione sarà talmente elevata da appannare i vetri delle finestre. Con un tasso di umidità anche del 97-98 per cento. Viceversa, d’estate, una vasca refrigerata con una temperatura sempre di 25° posta in un locale dove la temperatura supera i 30°, avrà un’evaporazione più contenuta.

Il fenomeno dell’evaporazione ha due gravi ripercussioni: un effetto sull’impianto idraulico ed un effetto sulle caratteristiche fisiche dell’acqua. Se c’è evaporazione, naturalmente, cala il livello dell’acqua in vasca. Con il passare dei giorni, se non aggiungiamo acqua d’osmosi, le pompe degli accessori che si trovano nel sump non avranno più un livello d’acqua sufficiente per lavorare. Si bloccheranno e potrebbero anche bruciarsi. Il sistema andrà in tilt e, senza circolazione d’acqua, nel giro di poche ore pesci e invertebrati potrebbero morire per mancanza di ossigeno.

Anche l’effetto sulle caratteristiche fisiche dell’acqua non è da trascurare: l’evaporazione provoca un lento ma costante aumento della salinità. L’effetto è meno devastante del primo ma, a lungo termine, non può essere tollerato dagli organismi.

Dunque per compensare l’evaporazione abbiamo due alternative: o aggiungere ogni giorno alcuni litri d’acqua d’osmosi, oppure attrezzarci con un semplice impianto automatico, cioè l’osmoregolatore. Nel primo caso avremo il fastidio di un’operazione giornaliera e un solo vantaggio: il rabbocco quotidiano potrebbe essere l’occasione per somministrare insieme all’acqua d’osmosi anche la Kalkwasser, ottima per la crescita dei coralli duri.
Nel secondo caso possiamo acquistare un osmoregolatore già pronto (sono piuttosto costosi) oppure tentare la via dell’autocostruzione. In Internet non è difficile trovare lo schema per realizzare un impianto del genere. Per costruire un osmoregolatore bastano: una pompa anche di modestissima potenza (500 lt/h); un sensore di livello (o interruttore galleggiante); una presa volante; una spina elettrica; un metro di filo elettrico a due poli; tubo rigido per l’acqua; tubo flessibile ed infine una piccola cisterna che ci servirà da serbatoio. E’ chiaro che più grande sarà la cisterna, maggiore sarà l’autonomia dell’impianto automatico. L’interruttore galleggiante si trova nei magazzini di materiale elettrico più forniti, l’importante è che sia più piccolo possibile e che possa sostenere l’amperaggio di lavoro della pompa senza bruciarsi.

In definitiva si tratta di realizzare un elementare impianto elettrico il quale attraverso l’interruttore galleggiante comanda l’accensione e lo spegnimento della pompa. Quest’ultima va posta nel serbatoio. Il tubo collegato alla pompa va posizionato in modo da versare l’acqua nel sump. Un’avvertenza fondamentale: la bocca del tubo deve sempre e assolutamente trovarsi ad un’altezza maggiore del livello d’acqua del serbatoio dell’acqua d’osmosi, pena un inevitabile allagamento. Nel sump posizioneremo anche l’interruttore galleggiante e lo tareremo all’altezza desiderata. L’interruttore va sistemato in un angolo tranquillo, lontano dal punto in cui il tubo di rabbocco scarica l’acqua. Andrà tenuto pulito con periodici interventi di manutenzione per evitare pericolose incrostazioni che potrebbero pregiudicare il corretto funzionamento. Anche in questo caso l’effetto è prevedibile: stanza allagata. Per lo stesso motivo è assolutamente sconsigliato inserire l’interruttore galleggiante nell’acquario: una lumaca o un qualsiasi organismo che decida di “esplorarlo” rischierebbe di attivare l’impianto di rabbocco automatico. Anche qui, l’allagamento è assicurato.
E’ molto importante che tutti i collegamenti elettrici vengano fatti a regola d’arte e sigillati con silicone. Con l’acqua salata e la corrente elettrica non c’è da scherzare.

Un impianto del genere può avere tre varianti.
La prima. Se desideriamo essere più che certi che l’impianto sia sicuro, invece di una normale pompa d’acquario possiamo utilizzare una pompa da tanica a bassa tensione. Si trovano nei negozi di campeggio, sono talmente piccole da passare dalla bocca di una comune tanica e funzionano a 24 volts. Basta alimentarla con un trasformatore di adeguato wattaggio e l’aspetto sicurezza sarà garantito.

Seconda variante. In commercio esistono numerosi modelli di controller elettronici che misurano la conduttività dell’acqua. La conduttività è un parametro strettamente legato alla densità. Tra questi modelli di conduttivimetri, alcuni sono in grado di controllare l’accensione e lo spegnimento di una determinata apparecchiatura, per esempio una pompa. Grazie a questo accessorio è possibile realizzare un sistema che, oltre a rabboccare l’acqua evaporata, è anche in grado di correggere eventuali abbassamenti di densità. Accanto al serbatoio d’acqua d’osmosi dovremo sistemare un serbatoio con acqua a densità molto elevata. In questo inseriremo la pompa collegata al controller: quando il sensore del conduttivimetro posto nel sump registrerà un abbassamento della salinità, metterà in azione la pompa.

Terza variante. Chi ripristina l’acqua d’osmosi nel serbatoio? Anche questa operazione può essere resa automatica. Dobbiamo montare l’impianto d’osmosi in prossimità del serbatoio e collegarlo alla rete idrica attraverso un’elettrovalvola. Nel serbatoio va inserito un secondo ulteriore interruttore galleggiante che “informa” l’elettrovalvola quando il livello dell’acqua d’osmosi è sceso e va quindi ripristinato.

INFO ARTICOLO:

 

Alberto Scapini  

 

 ( 2 dicembre 2002 )  

 

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