Pompe circolazione e movimento acqua

Pompe circolazione e movimento acqua in un acquario marino – foto Claudio Rebonato – vasca Sergio Girelli

Pompe circolazione e movimento acqua in un acquario marino.
Le pompe di circolazione sono letteralmente il cuore pulsante dell’impianto. Vanno suddivise in due categorie: pompe di mandata e pompe di movimento. Le prime garantiscono la circolazione dell’acqua dalla stazione di filtraggio posta nel sump all’acquario vero e proprio, le altre hanno il compito di creare un movimento vigoroso indispensabile alla salute degli invertebrati e allo scambio di gas tra la superficie dell’acqua e l’aria.

Pompe circolazione e movimento acqua in un acquario marino nel dettaglio

La pompa di mandata ha il compito di far tornare nell’acquario l’acqua scesa nel sump. Ne esistono di due tipi: a immersione oppure a secco. I modelli che lavorano a secco vanno installati al di fuori del sump e collegati a questo attraverso un raccordo stagno. Di solito si tratta di pompe molto affidabili ma anche assai costose. Il vantaggio di questa soluzione è che la pompa dissipa il proprio calore nell’aria senza aumentare la temperatura dell’acqua, cosa che, soprattutto d’estate, potrebbe creare non pochi guai. Lo svantaggio è che nell’impianto avremo un raccordo in più e dunque un’ulteriore possibilità di perdite d’acqua o di sgocciolamenti.

I modelli più comuni di pompe lavorano a immersione. Sono più semplici da montare e più economici. Vanno alloggiati direttamente nel sump sotto la verticale del tubo di mandata. Quanto alla potenza, in entrambi i casi va considerata nel complesso, tenendo presente cioé anche la potenza delle pompe utilizzate per la movimentazione dell’acqua. Un acquario Berlinese, complessivamente, ha bisogno di una potenza di pompe pari a venti volte il volume dell’impianto. In altre parole: una vasca da 300 lt dovrà avere una potenza di pompe pari o superiore a 6.000 lt/h. Naturalmente è meglio privilegiare la potenza delle pompe di movimento. Anche in vasche medio-grandi una pompa di ricircolo di 2-3.000 lt/h può svolgere egregiamente il proprio compito.

Veniamo ora alle pompe di movimento. In mare aperto, le correnti sono un fattore fondamentale per la crescita degli organismi: trasportano cibo, uova, sperma, larve e mantengono pulita e ossigenata la superficie degli invertebrati. Nell’acquario è possibile ricreare delle condizioni simili usando pompe di movimento da posizionare nella vasca sump o, meglio, direttamente in acquario. Il numero di pompe di movimento varia in base alla capacità della vasca principale. Come abbiamo detto‚ la potenza totale dovrebbe corrispondere a circa 20 volte il volume d’acqua dell’impianto.

Oltre alla potenza conta anche lo sviluppo delle correnti. Una corrente vigorosa che per 24 ore al giorno “spinge” sempre nella medesima direzione non può che infastidire o danneggiare gli invertebrati. Dobbiamo dunque fare in modo che in vasca ci sia un movimento vigoroso che coinvolge tutta la massa d’acqua rimescolandola di continuo, in modo da non avere zone morte dove si depositano sporcizia e sedimenti. Esattamente come succede sul reef.
Una volta posizionate le pompe di movimento nei punti strategici della vasca, dobbiamo azionarle attraverso un sistema di timers in maniera che la corrente cambi di continuo direzione. Lo schema più semplice prevede l’utilizzo di 4 pompe: due per ogni lato corto opposto della vasca, in modo che le due coppie di pompe “si guardino”. Azionando le coppie in maniera alternata ogni 6 ore con un timer, otterremmo qualcosa di simile al flusso e al riflusso della mare: una corrente che va in una direzione per 6 ore e una corrente opposta per le 6 ore seguenti.
Oppure con un po’ di fantasia si possono programmare i timers in modo da simulare il naturale movimento vorticoso e caotico dell’acqua: colleghiamo tre timer ad altrettante pompe e programmiamoli in modo che le spengono per 10 minuti a turno ogni mezzora. In questo modo avremo momenti in cui vi sono tutte le pompe in funzione, oppure solo una, oppure due.

Sul mercato oggi è possibile trovare apparecchi elettronici che consentono di controllare il funzionamento delle pompe secondo programmi preimpostati. Alcuni sono persino in grado di simulare il moto ondoso e la calma notturna. Questi strumenti, solitamente portano nomi come: “Wave master” o “Wave controller”. Sono molto costosi ma, se la disponibilità economica non manca, val la pena di utilizzarli.

INFO ARTICOLO:

 

Gianluca Bin  

 

 ( 2 dicembre 2002 )  

 

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