Nonostante l’ingente mole di informazioni che noi acquariofili, oggi, abbiamo a disposizione – Internet, libri e riviste specializzate – c’è chi continua a preparare l’acqua marina utilizzando acqua dell’acquedotto o acqua proveniente da addolcitori domestici. Niente di più sbagliato. Questi tipi d’acqua, se analizzati, presentano valori di Nitrati rilevanti e quindi non sono adatti per l’uso acquariofilo. L’acqua da utilizzare nei nostri acquari deve provenire da impianti ad osmosi inversa efficienti (un buon impianto deve essere dotato di un prefiltro a carbone attivo).

Gli acquariofili prepararano l’acqua marina in vari modi: alcuni la preparano all’istante, altri dieci giorni prima dell’uso, altri ancora aggiungono addirittura dell’acqua minerale per evitare precipitazione di Calcio.
Qualunque sia il metodo usato è importante che i sali vengano sciolti perfettamente prima dell’utilizzo dell’acqua in vasca. L’acqua marina appena miscelata è molto “aggresiva” per la grande quantità di sali non ancora perfettamente disciolti: può infastidire (se non danneggiare) invertebrati e pesci.

Meglio dunque preparare l’acqua un paio di giorni prima dell’utilizzo. Una pompa e un riscaldatore, se necessario, la tengono in forte movimento e alla temperatura adatta. In questo modo si alza leggermente anche il valore Redox che tuttavia rimane sempre inferiore rispetto a quello in vasca. La pompa, che tiene in movimento l’acqua, è indispensabile per evitare che il Calcio e gli altri elementi si depositino sulle pareti dei contenitori. La quantità da sostituire è circa il 10% ogni settimana. Questa quantità è consigliata per acquari con filtrazione biologica, mentre in vasche con sistema Berlinese la sostituzione può avvenire una volta al mese o meno.

INFO ARTICOLO:

 

Alberto Scapini - Claudio Rebonato  

 

 ( 24 dicembre 2003 )  

 

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