Trachyphyllia geoffroyiTrachyphyllia geoffroyi è diffusa nell’Indo-Pacifico, dall’Africa orientale e il Mar Rosso fino in Papua-Nuova Guinea, a sud-est del Giappone e in Nuova Caledonia.
È una specie particolarmente comune nelle zone costiere, su fondali sabbiosi o ciottolosi, fino ad una profondità di 40 metri.
Trachyphyllia geoffroyi è uno dei pochi invertebrati costruttori di barriera che prospera in acque cariche di sostanze organiche, luoghi in cui per gli altri coralli, la sopravvivenza è impossibile.
Il diametro dello scheletro non supera quasi mai gli otto cm. Una colonia, con i polipi completamente espansi, può raggiungere i 20 cm. ed avere una o tre bocche separate.
La colorazione di Trachyphyllia geoffroyi varia dal verde fluorescente a molte tonalità di marrone, ma può essere anche rossa, grigia, rosa, turchese o bluastra. La colorazione dipende dal luogo di provenienza, dall’illuminazione in natura mentre i colori più fluorescenti derivano dalle sostanze presenti nei tessuti dei polipi di protezione ai raggi UV.
Durante le ore diurne le colonie di Trachyphyllia geoffroyi si gonfiano d’acqua per esporre alla luce le alghe simbionti, mentre durante la notte, i polipi si estroflettono per catturare Plancton.

 

Trachyphyllia geoffroyi – osservazioni in acquario

Trachyphyllia geoffroyi è stato uno dei primi coralli duri ad essere allevato in acquario. Già nel lontano 1974, Peter Wilkens raccontò di averlo allevato nelle sue vasche per tre anni, pur con le limitate tecniche dell’epoca.
Tuttavia, quando si acquista un esemplare di Trachyphyllia geoffroyi, è meglio verificare attentamente l’integrità totale del tessuto: deve ricoprire l’intero scheletro. Una colonia in perfette condizioni può vivere in acquario per moltissimi anni. Viceversa, una colonia in cui il processo di necrosi è già iniziato, difficilmente è recuperabile e le incrostazioni d’alghe verdastre sulle parti scoperte dello scheletro calcareo, sono la prova di un processo quasi sempre irreversibile.
Il movimento dell’acqua deve essere moderato per permettere ai polipi un’espansione totale. La luce necessaria dipende dalla colorazione dell’esemplare: posizioneremo le specie di Trachyphyllia geoffroyi con colori fluorescenti (verde, rosso ecc.) in zone fortemente illuminate, mentre quelle con colorazioni grigie o marrone in zone dove la luce non sia diretta.
È consigliabile nutrire ogni tanto i polipi in modo diretto con Plancton. Alcuni appassionati forniscono pure pezzi di pesce o gamberetti interi.
Trachyphyllia geoffroyi è una specie bellissima e, a quanto pare, anche prelibata. Può succedere che pesci come i Centropyge, solitamente “buoni” con gli invertebrati la addentino. Se la situazione persiste per molto tempo dobbiamo dividere le due specie, pena la morte di Trachyphyllia geoffroyi.

INFO ARTICOLO:

 

Claudio Rebonato  

 

 ( 26 dicembre 2003 )  

 

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Classificazione

Tipo

Cnidaria

Classe

Anthozoa

SottoClasse

Zoantharia

Ordine

Scleractinia

Famiglia

Trachyphylliidae

Nome inglese

Open Brain Coral

Foto di

Claudio Rebonato

Vasca di

Claudio Rebonato

Data inserimento

26 dicembre 2003

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