Classificazione
La famiglia Pomacanthidae
appartiene alla classe Actinopterygii dell’ordine
Perciformes, sottordine Percoidei. I generi rappresentati
in questa famiglia sono nove: Apolemichthys, Centropyge,
Chaetodontoplus, Genicanthus, Holacanthus, Paracentropyge,
Pomacanthus, Pygoplites e Sumireyakko. Le specie fino
ad oggi riconosciute valide sono 85 (FishBase.org).
Alcuni ittiologi impegnati
nella tassonomia sostengono che si dovrebbero inserire
dei sottogeneri, specialmente per il genere Pomacanthus.
L'idea è avvalorata dal fatto che esistono
evidenti differenze morfologiche – per esempio
il numero delle scaglie - tra esemplari dello stesso
genere. Al contrario, nel corso degli anni, alcuni
generi sono stati raggruppati. E' il caso ad esempio
del genere Euxiphipops, incluso nel genere Pomacanthus.
La situazione è in continua evoluzione e sicuramente
arriveranno nuovi cambiamenti, come confermato dalla
notizia, secondo la quale, l’ittiologo hawaiano
Richard L. Pyle sta lavorando, appunto, alla divisione
dei generi.
La prima specie della
famiglia ad essere stata classificata è stata
Pygoplites diacanthus (Boddaert, 1772), mentre l’ultima,
di recente, Genicanthus takeuchii (Pyle, 1997). La
specie più grande della famiglia è Pomacanthus
arcuatus (60 cm.), mentre la più piccola è
Centropyge woodheadi (5,1 cm.)
Un tempo, la famiglia
Pomacanthidae era classificata come una sottofamiglia
(Pomacanthinae), della famiglia Chaetodontidae. Tuttavia,
le differenze con i “pesci farfalla” sono
evidenti.
I Pomacantidi si differenziano per l’aculeo
che si trova nei pressi dell’opercolo branchiale
– da cui deriva il nome della famiglia - per
le labbra molto grosse, per una pinna dorsale lunga
e continua e soprattutto per la mancanza dello stadio
Tholichthys (larve protette da placche ossee).
Ecco le 85 specie suddivise per genere:
Apolemichthys (8
specie): Apolemichthys armitagei, Apolemichthys
griffisi, Apolemichthys guezei, Apolemichthys kingi,
Apolemichthys trimaculatus, Apolemichthys xanthopunctatus,
Apolemichthys xanthotis, Apolemichthys xanthurus;
Centropyge (32 specie):
Centropyge acanthops, Centropyge argi, Centropyge
aurantius, aurantonotus, Centropyge bicolor, Centropyge
bispinosus, Centropyge boylei, Centropyge colini,
Centropyge debelius, Centropyge eibli, Centropyge
ferrugatus, Centropyge fisheri, Centropyge flavicauda,
Centropyge flavipectoralis, Centropyge flavissimus,
Centropyge heraldi, Centropyge hotumatua, Centropyge
interruptus, Centropyge joculator, Centropyge loriculus,
Centropyge multicolor, Centropyge multispinis, Centropyge
nahackyi, Centropyge narcosis , Centropyge nigriocellus,
Centropyge nox, Centropyge potteri, Centropyge resplendens,
Centropyge shepardi, Centropyge tibicen, Centropyge
vrolikii e Centropyge woodheadi;
Chaetodontoplus (10
specie): Chaetodontoplus ballinae, Chaetodontoplus
caeruleopunctatus, Chaetodontoplus chrysocephalus,
Chaetodontoplus conspicillatus, Chaetodontoplus
duboulayi, Chaetodontoplus melanosoma, Chaetodontoplus
meredithi, Chaetodontoplus mesoleucus, Chaetodontoplus
personifer e Chaetodontoplus septentrionalis;
Genicanthus (10 specie):
Genicanthus bellus, Genicanthus caudovittatus, Genicanthus
lamarck, Genicanthus melanospilos, Genicanthus personatus,
Genicanthus semicinctus, Genicanthus semifasciatus,
Genicanthus spinus, Genicanthus takeuchii e Genicanthus
watanabei;
Holacanthus (9 specie):
Holacanthus africanus, Holacanthus arcuatus, Holacanthus
bermudensis, Holacanthus ciliaris, Holacanthus clarionensis,
Holacanthus isabelita, Holacanthus limbaughi, Holacanthus
passer e Holacanthus tricolor;
Paracentropyge (1
specie): Paracentropyge multifasciatus;
Pomacanthus (13 specie):
Pomacanthus annularis, Pomacanthus arcuatus, Pomacanthus
asfur, Pomacanthus chrysurus, Pomacanthus imperator,
Pomacanthus maculosus, Pomacanthus navarchus, Pomacanthus
paru, Pomacanthus rhomboides, Pomacanthus semicirculatus,
Pomacanthus sexstriatus, Pomacanthus xanthometopon
e Pomacanthus zonipectus;
Pygoplites (1 specie):
Pygoplites diacanthus;
Sumireyakko (1 specie):
Sumireyakko venustus
Habitat
I
Pomacantidi vivono nell'Oceano Atlantico, Pacifico
ed Indiano. Hanno il corpo fortemente appiattito.
Molte specie sviluppano delle appendici (filamenti)
che prolungano la pinna dorsale e anale. Questo è
considerato da molti ittiologi un carattere sessuale
secondario che - come vedremo più avanti -
consente di distinguere il sesso. Popolano i reef
e generalmente non scendono mai sotto i 20 metri.
I generi Centropyge e Paracentropyge si cibano prevalentemente
di alghe filamentose, il genere Genicanthus di zooplancton;
la maggior parte delle altre specie di spugne, tunicati,
alghe e uova di pesce.
Le specie del genere Apolemichthys vivono di solito
solitarie o in coppia. Molte specie del genere Centropyge
formano piccoli gruppi costituiti da un unico maschio
con una decina di femmine. Quelle del genere Chaetodontoplus
vivono solitarie o in coppia. I rappresentanti del
genere Genicanthus vivono tutti in harem costituiti
da un maschio e diverse femmine. Gli Holacanthus solitari,
in coppia o addirittura in grandi gruppi simili a
branchi, come nel caso della specie H. passer. L’unica
specie di Pygoplites, la diacanthus, vive solitaria,
in coppia o in harem.
Le specie del genere Pomacanthus vivono spesso in
coppia e raramente si notano degli harem.
Studi
recenti (Moyer 1990) hanno dimostrato, malgrado tutte
le varianti descritte sopra, che moltissimi Pomacantidi
prediligono vivere in harem.
Tutti i maschi delle specie hanno la medesima caratteristica:
difendono strenuamente il proprio territorio. La ragione
principale è da ricondursi al cibo. Perlustrano
sistematicamente il territorio che, secondo le specie,
può estendersi da pochi metri quadrati a qualche
centinaio, pronti a scacciare ogni individuo che voglia
entrarvi. Solo se la zona è molto ricca di
cibo è stata osservata la presenza di più
maschi nello stesso harem.
I giovani esemplari – specialmente delle specie
P. arcuatus e P. paru - fungono spesso da pulitori,
rimuovendo i parassiti e il tessuto necrotico di altri
pesci.
Alcune specie, data la notevole dimensione che raggiungono,
sono usate a scopo alimentare solo dagli abitanti
dei luoghi di provenienza e non commercializzate.
La deposizione delle uova avviene all’imbrunire
ed inizia con il maschio dominante che attira l’attenzione
di una femmina estendendo le pinne, ed iniziando una
specie di girotondo. In questa fase, il maschio si
piega sovente su un lato e nuota verticalmente. Come
ultimo atto, il maschio tocca con la bocca la zona
genitale della femmina e i due salgono in superficie
per espellere le uova. Poi ritornano immediatamente
in profondità e le uova sono abbandonate alla
corrente ed al loro destino senza nessuna cura parentale.
Caratteri
sessuali
Riconoscere
a prima vista il sesso nei Pomacantidi, come nella
quasi totalità dei pesci marini, è pressoché
impossibile. Un’eccezione però è
data dal genere Genicanthus. Le specie di questo genere
si distinguono nettamente grazie a caratteri sessuali
esterni.
Con il termine carattere sessuale primario, gli zoologi,
intendono gli organi sessuali, mentre con il termine
secondario intendono tutte le altre caratteristiche
visibili.
Per “dimorfismo sessuale” s’intende
i caratteri del corpo che si differiscono per forma
e/o dimensione, mentre il termine “dicromatismo
sessuale” è riferito a colori specifici
e/o forme di disegno presenti sul corpo. Tornando
al genere Genicanthus, data la loro natura discromatica,
è facile riconoscerli sessualmente.
E’ frequente in un harem che una specie cambi
sesso. Accade principalmente quando viene a mancare
il maschio e nel gruppo non ci sono altri esemplari
di sesso maschile. La femmina con la gerarchia più
alta o quella pronta a riprodursi diviene in poco
tempo il maschio dominante.
Proviamo ora a tracciare delle linee guida per il
riconoscimento dei caratteri sessuali nei Pomacantidi
che possono essere adattate anche ad altre famiglie.
C'è da precisare che non si tratta di regole
condivise da tutti e neppure documentate scientificamente
ma si tratta di linee guida raccolte da libri e riviste
specializzate del settore, per le quali si rimanda
alla fine dell’articolo.
Poi ci sono dei caratteri
sessuali che si notano solo quando le specie sono nella
fase di corteggiamento: i maschi emettono dei suoni
che differiscono da quelli delle femmine per frequenza
durata e ampiezza; il colore di alcune parti del corpo
cambia. E’ il caso di P. imperator la cui maschera
bianca, posta sul capo, diviene nera.
Quello che molti ittiologi
non sono ancora riusciti a capire è se questi
caratteri si presentino anche nel caso di un’inversione
sessuale. In passato era opinione comune che tutti i
Pomacantidi fossero ermafroditi, ma questo non è
stato ancora dimostrato per tutti i generi.
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Apolemichthys
trimaculatus
(foto Claudio Rebonato - vasca Parco Natura Viva
Verona) |
Di seguito alcune differenze sessuali finora note nella
famiglia Pomacanthidae:
- Nel genere Apolemichthys l’aculeo opercolare
e/o i filamenti più lunghi sono un carattere
sessuale maschile.
- Nel genere Centropyge l’aculeo opercolare
più lungo è un carattere sessuale maschile.
Centropyge acanthops:
nei maschi la parte blu è più estesa
verso il dorso.
Centropyge bispinosus:
nelle femmine la striatura verticale è più
fitta che nei maschi.
Centropyge loricolus;
le fasce sulle pinne dorsale e anale appaiono più
spesse nei maschi.
- Nel genere Chaetodontoplus l’aculeo opercolare
e/o i filamenti più lunghi sono un carattere
sessuale maschile.
Chaetodontoplus duboulayi:
il disegno sui fianchi dei maschi è formato
da righe, mentre nelle femmine da punti irregolari.
- Nel genere Genicanthus sia i maschi e sia le femmine
di tutte le specie presentano un dicromatismo sessuale.
- Nel genere Holacanthus probabilmente l’aculeo
opercolare e/o i filamenti più lunghi sono
un carattere sessuale maschile.
Holacanthus passer:
le pinne ventrali dei maschi sono bianche, quelle
delle femmine gialle
Holacanthus tricolor:
i maschi sulle pinna caudale e anale hanno dei punti
rossi sbiaditi.
- Nel genere Pomacanthus l’aculeo opercolare
e/o i filamenti più lunghi sono un carattere
sessuale maschile.
Pomacanthus imperator:
i maschi hanno una fascia blu scuro sugli occhi, che
nelle femmine è invece da grigio chiaro a marrone.
- In Pygoplites diacanthus probabilmente gli aculei
opercolari più lunghi sono un carattere sessuale
maschile.
Acquisto
Innanzi
tutto ricordiamo le dieci "regole d’oro"
di Zanclus.it valide per tutte le specie marine, regole
che nella maggior parte dei casi assicurano un buon
acquisto.
-
Informarsi sulle dimensioni che
il pesce avrà da adulto e valutare se la
vasca dove trascorrerà la sua esistenza è
adeguata. Verificate di persona su qualche pubblicazione
le effettive misure. Nei migliori negozi sono sempre
disponibili libri per il pubblico;
-
Lesemplare che volete acquistare
deve essere compatibile con i pesci che già
abitano la vasca;
-
Il pesce deve assumere cibo. Esigete
dal negoziante la prova al momento;
-
Il corpo del pesce deve essere regolare,
senza avvallamenti o rigonfiamenti visibili. Gli
occhi non devono essere sporgenti e la testa non
deve presentare affossamenti. Osservate lesemplare
frontalmente;
-
I colori devono essere saturi e
non scuri o sbiaditi;
-
Controllare che non ci siano parassitosi
o corrosioni delle pinne in atto;
-
Informatevi sui valori chimici dellacqua
e sulleventuale uso di medicinali nella vasca
di esposizione;
-
Il soggetto deve essere vivace,
scattante e non impaurito;
-
Chiedete da quanto tempo è
in negozio;
-
Chiedete la provenienza dellanimale.
Alcune zone sono da sempre riconosciute come luogo
in cui la pesca è effettuata con il veleno;
Un negoziante serio
e competente non esiterà a fornirvi tutte queste
informazioni, ben sapendo che è nel proprio
interesse vendere un pesce solo quando è sano
ed in forma.
Al contrario, una certa reticenza nel rispondere alle
domande, denota una mancanza di professionalità
e la possibile mala fede.
Coloro i quali possiedono
una discreta o meglio ancora buona esperienza possono
decidere comunque lacquisto anche se alcuni
di questi 10 requisiti non sono rispettati. Gli acquariofili
esperti sono in grado, a volte meglio dei negozianti,
di far fronte a problemi dalimentazione, di
malattie e dambientamento.
Prima dell’avvento
dei moderni acquari di barriera l’importazione
dei grandi esemplari di Pomacantidi era molto frequente.
Gli acquariofili li inserivano nelle loro piccole
vasche senza considerare la restrizione innaturale
che infliggevano. La cosa più importante era
mostrare ad amici e a se stessi quanto bello era quel
pesce.
Fortunatamente le cose, oggi, sono cambiate grazie
appunto alla migrazione verso vasche di coralli, ad
un’informazione maggiore ed in generale ad una
responsabilità più marcata da parte
di tutti noi.
Anche il sottoscritto può essere definito un
acquariofilo dalla “coscienza sporca”,
dato che in una delle piccole vasche alleva un esemplare
di Pomacanthus arcuatus. E non un esemplare qualsiasi,
il più grande!
Non serve a molto incolpare il negoziante che me la
venduto, anche se è vero che esistono personaggi
senza scrupoli. Dobbiamo essere noi ad informarci
prima dell’acquisto.
L'esperienza permette di scegliere con più
sicurezza, tra le specie maggiormente importate quelle
più adatte. I numeri tra parentesi riportano
la misura massima che i pesci raggiungono in natura,
espressa in centimetri.
Vasca con una capienza tra i 100 e i 200 litri:
tutte le specie del genere Centropyge – escluso
tibicen (19) e bicolor (15) - e l’unico esemplare
del genere Paracentropyge. Va ricordato che 100 litri
rappresentano il limite minimo anche per questi pesci,
meglio inserirne solo uno.
Vasca con una capienza
tra i 200 e 300 litri: acquario ideale per
il genere Centropyge e Paracentropyge, nonché
per A. xanthurus (15), Chaetodontoplus mesoleucus
(18), G. melanospilus (18) e G. watanabei (15).
Vasca con una capienza
tra i 300 e 600 litri: A. trimaculatus (25),
Chaetodontoplus duboulayi (28) e P. diacanthus (25).
Vasca con una capienza
tra i 600 e 1.000 litri: Chaetodontoplus personifer
(35), H. passer (35,6), H. tricolor (35), P. chrysurus
(33) e P. navarchus (28).
Vasca con una capienza
superiore ai 1.500 litri: H. ciliaris (45),
H. isabelita (45), P. annularis (45). P. arcuatus
(60), P. asfur (40), P. imperator (40), P. maculosus
(50), P. paru (41,1), P. semicirculatus (40), P. sexstriatus
(46) e P. xanthometopon (38).
Rispettando queste
indicazioni si è certi di fornire una vasca
ideale, o quanto meno dignitosa, alla specie scelta.
I Pomacantidi hanno bisogno d’ampi spazi. Non
fornirli significa avere un pesce pauroso, diffidente
e aggressivo, sempre pronto a nascondersi al primo
segnale d’allarme. Senza contare che in uno
spazio angusto un pesce è più soggetto
a malattie e predisposto a parassitosi.
Il mio consiglio, che
sicuramente farà discutere, è di acquistare
solo pesci in giovane età. Questi esemplari
meglio si adattano ad una vita in acquario, sia per
lo spazio e sia perché non hanno ancora sviluppato
una dieta specializzata.
Riproduzione
in cattività
Le specie della famiglia
Pomacanthidae che popolano i nostri acquari, provengono
tutte da prelievi in mare, tuttavia nessuna di loro
è mai stata a rischio d’estinzione. Nonostante
questo, sarebbe bello che in futuro, perlomeno alcune
specie, potessero essere riprodotte in cattività.
Una parte importante la possono fare i negozianti,
le riviste del settore ed i siti internet specializzati,
informando gli acquariofili sugli sviluppi e preparandoli
al nuovo mercato.
E' probabile che in
un futuro prossimo, le nuove conoscenze sui processi
di riproduzione naturali e la scoperta di nuovi alimenti
adatti allo sviluppo delle larve, permetteranno di
riprodurre molte specie della famiglia Pomacanthidae.
L’industria del
settore è sempre stata scettica nell’investire
denaro nella riproduzione in cattività. Noi
acquariofili siamo sempre restii a spendere qualche
euro in più, sempre alla ricerca del negozio
che offra un esemplare a prezzo inferiore, senza pensare
che ad un minor costo corrisponde, quasi sempre, una
qualità peggiore. Nel nostro caso la qualità
va a scapito della vita dei pesci che sono sottoposti
a viaggi lunghissimi e in condizioni spaventose.
Per rendersi conto di ciò, bisognerebbe essere
presenti quando i pesci arrivano dopo viaggi di 36/48
ore. A volte la scena è terribile. Quindi,
se qualche negozio ci propone esemplari nati in cattività,
apriamo volentieri il nostro portafoglio per spendere
qualche euro in più. Altrimenti questa situazione
continuerà e solo la passione di qualche acquariofilo
o l’impegno personale di alcuni biologi porteranno
nuove scoperte.
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| Centropyge
flavissimus e C.loriculus (foto e vasca di Claudio
Rebonato) |
E’
il caso della biologa Karen Brittain del Waikiki Aquarium,
che nel mese Gennaio 2002, è riuscita a portare
le larve di Genicanthus personatus fino alla metamorfosi
e a consentire poi il pieno sviluppo dei piccoli.
La biologa spiega questo successo con la scoperta
di un nuovo alimento che ha consentito di nutrire
le piccolissime larve dei Pomacantidi. Il primo successo,
tuttavia, risale al mese di Novembre 2001 quando per
la prima volta sono stati riprodotti in cattività
Centropyge fisheri e C. flavissimus. Ora Karen Brittain
sta lavorando per riprodurre un’altra specie:
Centropyge multicolor.
Sempre
nel Gennaio 2002, un gruppo di ricercatori del Dr.
Charles Laidley e del Dr. Robin Shields è riuscito
a nutrire le larve di Centropyge loricolus, consentendo
poi alla specie di svilupparsi regolarmente.
Sicuramente
i notevoli successi ottenuti con i Centropyge, uniti
ai primi tentativi con il genere Pomacanthus, del
quale sono stati riprodotti alcuni esemplari in un
allevamento in Florida (Moe 1998) e la riproduzione
di Pomacanthus maculosus, anche se avvenuta mediante
inseminazione artificiale a Taiwan, lasciano ben sperare.
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