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Euphyllia paradivisa (Fine Grape Coral)
euphyllia_paradivisa
In acquario da sei anni.
Tipo
  Cnidaria
Classe
  Anthozoa
Sottoclasse
  Zoantharia
Ordine
  Scleractinia
Sottoordine
  ---------------
Famiglia
  Caryophylliidae
Sottofamiglia
  ---------------
Foto di
  Rebonato Claudio
Vasca di
  Rebonato Claudio
Data inserimento
  10-09-2002
 
Osservazioni in natura

Euphyllia paradivisa è diffusa in tutto l'Indo-Pacifico. Tuttavia la sua distribuzione non può essere segnalata con certezza e probabilmente, questa specie, può essere rinvenuta anche in altre zone. La specie preferisce fissarsi lungo tettoie e propaggini di barriera, nonché in zone con sabbia grossa o ciottoli. Forma delle grandi colonie che possono avere una larghezza anche di un metro. Le colonie importate sono quasi sempre piccole, ma si riproducono velocemente. Il colore di base dei polipi varia dal beige al marrone chiaro. Negli ultimi anni vengono importate più spesso colonie di colore verde brillante. L'alimentazione avviene per mezzo delle Zooxanthellae, ma Euphyllia paradivisa è in grado anche di catturare il Plancton. Del Genere viene descritta come la più resistente.

Peter Wilkens, Invertebrati Vol.2, Primaris, Milano, 1986

 
Osservazioni in acquario

Il mantenimento in acquario è semplice e in una vasca con valori nella norma non presenta nessuna difficoltà. Può essere considerata uno dei coralli duri più resistenti. Richiede un’illuminazione forte ma non intensa, con una circolazione dell'acqua moderata. Se possibile, non di frequente, è meglio aumentare l'intensità della circolazione per darle modo di eliminare eventuali impurità. La foto mostra la specie in una vasca con filtro biologico e illuminazione con sei neon. Non è necessaria un'alimentazione mirata. Spesso germoglia nuove colonie sulla base della colonia madre, ma queste per la scarsa illuminazione non sempre possono crescere. L'autore, da sei anni, asporta con massima cautela, questi minuscoli polipi e li fissa su un substrato. Nella parte bassa a destra un "nuovo nato".

C.R.

 
     
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