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Physogyra lichtensteini (Pointed Bladder Coral)
physogyra_lichtensteini
Esemplare in acquario
Tipo
  Cnidaria
Classe
  Anthozoa
Sottoclasse
  Zoantharia
Ordine
  Scleractinia
Sottoordine
  ---------------
Famiglia
  Caryophylliidae
Sottofamiglia
  ---------------
Foto di
  Rebonato Claudio
Vasca di
  Rebonato Claudio
Data inserimento
  08-03-2003
 
Osservazioni in natura

Physogyra lichtensteini popola l’Indo-Pacifico, l’Australia e il Mar Rosso. La colorazione è variabile da bianco-sporco a marroncino. La caratteristica principale, che condivide con Plerogyra sinuosa, sono i polipi a forma di bolla. Di giorno sono gonfi, mentre di notte sono ritratti e lascia il posto ai tentacoli, adibiti alla cattura del cibo, ma che servono anche come difesa. E’ un corallo aggressivo. Questo genere, protetto dalla Convenzione di Washington, predilige le baie e le lagune con acqua torbida, con correnti moderate e luce media. E’ rinvenuto anche in acque profonde, in posizione verticale fissato alle pareti. Si alimenta con Plancton e naupli di Artemia. Alcuni nomi comuni sono: corallo del polipo, corallo della perla e corallo dell’uva.

 
Osservazioni in acquario

P. lichtensteini è importata di frequente. Le grandi colonie vengono spezzate in piccole parti e inviate ai mercati acquariofili. Sovente, a causa di queste frammentazioni, vengono attaccate da alghe e parassiti. Per questo, nonostante il corallo sia in grado di rigenerarsi, è consigliato l’acquisto solo di esemplari perfettamente integri. Necessita di uno spazio proprio e distanziato dagli altri coralli di 10-15 centimetri. L’illuminazione deve essere da media a forte, con un movimento dell’acqua moderato. Prospera molto bene anche con l’impiego di neon d’adeguata potenza. Come per ogni altro corallo duro, P. lichtensteini necessita di un costante apporto di Calcio e Stronzio. L’esemplare che allevo in vasca da due anni non è mai stato alimentato in modo mirato. La presenza di alghe filamentose nella vasca può provocare la morte della specie se l'infestazione comincia ad attaccare lo scheletro calcareo del corallo.

C.R.

 
     
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