Otos
3, finalmente!
Questo terzo numero spiega le sue pagine a primavera ormai inoltrata e, con nostro
grande piacere, abbiamo scoperto che in molti tra gli acquariofili stavano attendendo
questa uscita. Il consenso attorno ad Otos, infatti, sta crescendo e le numerose
adesioni da parte di nuovi abbonati ce ne danno una felice conferma, così come
fanno molti veterani lettori che ci rinnovano la loro fiducia. Una bella soddisfazione?
Certamente, ma dopo il primo istante si è già trasformata in un
nuovo stimolo per ognuno di noi, nell’ambito delle sue grandi o piccole
competenze redazionali. Per quanto riguarda me, ad esempio, non sono in grado
di parlare di acquariofilia, infatti non posso dire che pesci, piante e vasche
siano il mio ambito, parto da zero. Ma posso invece tentare di parlare di acquariofili,
perché ogni giorno ascolto quelli che scrivono e quelli che leggono, e
grazie al convegno del Gaem ho potuto anche osservarli mentre osservavano. Io,
che storcevo il naso perché conoscevo gli acquari solo attraverso le approssimative
vetrine di rosa ristoranti cinesi, avevo il diffuso sentore di una costrizione
innaturale per gli abitanti di una vasca, ed ho apprezzato che molti di voi mi
abbiano fatto cambiare idea e comprendere che non si tratta di forzare la Natura
ma di ricrearne uno specchio.
Mi dilungherei sapete?
Quello che mi preme comunicare in questa sede è che noi si cerca di comunicare
ma, soprattutto, di far comunicare voi tutti! Perché vengano abbattuti
anche questi pregiudizi, si dia uno spazio a chi vuole dire e a chi vuole ascoltare,
ci piace pensare che due volte al mese siamo un nuovo strumento al fianco di
guanti e retino.
Sveva
Raimondi per
la redazione di Aquaedì