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Nano-reef. La tecnica
 

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Il sump
Lo schiumatoio Il filtro rapido L'illuminazione
Il movimento La temperatura Il calcio Il rabbocco
Le rocce vive Il fondo I valori dell'acqua La maturazione

La vasca.
Il volume della vasca può partire da un minimo di 30 litri netti.
Al di sotto di queste dimensioni difficilmente un acquario può ospitare qualcosa oltre una roccia viva e un paio di gamberetti. Viceversa, a partire dagli 80-90 litri in su, cominciamo ad avvicinarci alla categoria degli acquari "tradizionali".
Come nel caso dell'acquario di barriera di grande volume, anche per il nano-reef sono senza dubbio da preferire vasche aperte. In caso diverso, l'utilizzo delle lampade HQI diventa impossibile per la temperatura sviluppata. Quanto alla forma, sono da evitare nel modo più assoluto le vasche strette e alte. Ideali sono la forma cubica e a parallelepipedo: permettono di posizionare lungo una parete gli accessori oppure - meglio ancora - di ricavare uno scomparto nel quale occultare riscaldatore, schiumatoio etc. Qui, coloro che se la cavano bene con il fai-da-te hanno indubbiamente una marcia in più.

Il sump.
Nell'acquario di dimensioni normali, il sump (cioé la vaschetta posta sotto la vasca principale nella quale inserire tutti gli accessori per il filtraggio) è irrinunciabile. Nel nano-reef potrebbe essere di qualche utilità ma è più probabile che finisca solo per complicare l'architettura dell'intero sistema. Questo soprattutto nei nano-reef estremi con volume cioé di 30-40 litri.
E poi diciamolo: montare il sump sotto un nano-reef è un po' barare. L'eccezionalità del nano-reef sta proprio nel far funzionare l'ecosistema in una manciata di litri d'acqua.
Se colleghiamo l'acquario di 40 litri ad un impianto di filtraggio da 100, di certo avremmo molti meno scogli da affrontare ma difficilmente potremmo definire, questo, un nano-reef.

Lo schiumatoio.
Come nell'acquario di barriera classico, anche nel caso del nano-reef lo schiumatoio è un accessorio di fondamentale importanza.
Il problema è trovare un modello molto piccolo ma allo stesso tempo di efficienza adeguata. Il mercato ormai offre numerose soluzioni anche se i modelli di dimensioni più contenute solitamente funzionano attraverso il sistema poco efficiente della pietra porosa alimentata da un aeratore.Ma nel nostro caso potrebbe essere sufficiente un modello di questo tipo indicato al massimo per un volume pari a una decina di volte la capienza netta della vasca. Costruire da soli uno schiumatoio a pietra porosa, del resto, è abbastanza semplice. In commercio, poi, esistono modelli da appendere sul lato della vasca alimentati da una pompa.
L'importante è non sceglierne uno sovradimensionato.

Il filtro rapido.
In un nano-reef, il filtro rapido a spugna non è indispensabile ma si rivela molto utile soprattutto quando .... non viene usato come filtro rapido. Serve a poco farlo girare 24 ore su 24 caricato con la spugna in dotazione per intercettare le particelle in sospensione.
In questo modo si intasa in fretta e, alla lunga, rischia solo di trasformarsi in un filtro biologico.  Piuttosto lo trovo molto utile come accessorio da caricare di tanto in tanto con carbone attivo. In commercio esistono un'infinità di modelli di filtro rapido.
Naturalmente sceglieremo un tipo di dimensioni estremamente ridotte e di potenza pari o di poco superiore al volume della vasca.
Occorre ovviamente accertarsi che al posto della materiale filtrante in dotazione sia possibile inserire del carbone attivo. Non è necessario averlo sempre in funzione, anzi. Basta farlo girare per 8-10 giorni una volta al mese.

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L'illuminazione.
E' meglio indirizzarsi sulle lampade HQI dai 70 watt in su con una temperatura di luce non inferiore ai 10.000° Kelvin.
Il problema è trovare la plafoniera adatta. Se vogliamo risparmiare qualcosa, invece delle plafoniere per acquariofilia, visitiamo un negozio di elettrotecnica molto fornito. Attenzione però a non confondere le plafoniere adatte a bulbi HQI con quelle - molto più comuni - adatte a semplici lampade alogene. I proiettori per le HQI si differenziano dagli altri perché dotati di trasformatore e circuito per l'accensione, di solito alloggiati in una voluminosa scatola agganciata al telaio del proiettore. In commercio si trovano proiettori che permettono di staccare la scatola così da poterla occultare nel mobile di supporto alla vasca. Anche in questo caso, l'abilità nel fai-da-te è preziosa. Al proiettore HQI, naturalmente, va affiancata una piccola lampada al neon attinica, larga quanto la vasca.
Quanto alla potenza, non è il caso di lesinare: molto indicativamente, calcolerei un wattaggio complessivo pari al doppio della capienza della vasca espressa in litri.
La lampada HQI deve rimanere in funzione 8-9 ore al giorno, il tubo al neon va acceso mezz'ora prima e spento mezz'ora dopo l'HQI. Un timer può essere un accessorio molto utile per controllare le luci.

Il movimento dell'acqua.

La regola Berlinese raccomanda di dotare l'impianto di pompe con una potenza complessiva pari a venti volte la capacità della vasca. Nel caso del nano-reef è sciocco affidarsi ciecamente ai numeri.
Quello che conta è il risultato: in ogni angolo dell'acquario ci deve essere un buon movimento, senza che il flusso arrivi ad alzare la sottile sabbia del fondo. L'Ossigeno deve essere in saturazione e tutti gli invertebrati sessili devono godere di un buon flusso sui loro tessuti.
Per raggiungere lo scopo basta una sola pompa di potenza medio-bassa (6-700 litri/ora) oppure due più piccole sistemate ai lati opposti,magari azionate in alternanza attraverso un timer.
Attenzione a scegliere pompe il cui ingresso sia protetto da una griglia con fessure sottili, per evitare che piccoli pesci possano finire risucchiati. Attenzione, ancora, a posizionare le pompe in modo tale che gli interventi di manutenzione risultino agevoli: infilare le mani in un nano-reef è sempre un'operazione delicata.

La temperatura.
D'inverno non ci sono problemi: un piccolo riscaldatore a provetta fa al caso nostro. La potenza va calcolata considerando un watt per ogni litro. D'estate, invece, potrebbero insorgere dei guai nel caso la temperatura dell'acqua dovesse salire oltre i 29-30 gradi. In questo caso, purtroppo, non abbiamo molte soluzioni. Un intervento definitivo è l'acquisto di un piccolo refrigeratore: in commercio esiste un modello molto piccolo di climatizzatore adatto a vasche da 80 a 120 litri. Oppure dobbiamo ricorrere a soluzioni empiriche. Per esempio diminuendo in modo drastico le ore di luce. Oppure sistemando un ventilatore sulla vasca in modo che il "soffio" sia parallelo al pelo dell'acqua. In extremis, se la vasca è davvero piccola, si può spostarla in un locale più fresco.

L'integrazione di Calcio.
Tasto dolente. L'integrazione del Calcio in un acquario marino è un aspetto fondamentale. Ma se in una vasca di dimensioni normali possiamo installare un reattore di Calcio o utilizzare la Kalkwasser, in un nano-reef tutto ciò risulta molto difficile.
E' arduo trovare in commercio reattori di Calcio di dimensioni abbastanza ridotte da consentire l'uso in una mini vasca. La Kalkwasser - seppur somministrata goccia a goccia - in pochi litri d'acqua provoca una repentina e pericolosa impennata del pH. Una soluzione potrebbe essere l'acquisto di una pompa dosatrice ma questa spesa si rivela eccessiva rispetto alle esigenze dell'acquario. E allora? Allora per mantenere Calcio e dKH a valori accettabili bisogna intervenire molto di frequente con dosi contenute di integratori in polvere ed altri prodotti buffers, molto facili da trovare nei negozi. In questo caso, è opportuno scegliere prodotti, magari un po' più costosi degli altri, ma di marche affidabili. Una valida alternativa, per chi ha anche una vasca più grande e dotata di reattore di Calcio, è di aumentare la frequenza dei cambi d'acqua utilizzando l'acqua di quest'ultima.

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Il rabbocco automatico.
Abbiamo spiegato l'importanza di mantenere stabili le condizioni chimico-fisiche dell'acqua in vasca. Tra queste c'è la densità. Se - come sarebbe auspicabile - adottiamo una vasca aperta, ogni giorno una piccola percentuale d'acqua (tra lo 0.5 e l'1 per cento) evapora, aumentando la densità dell'acqua rimasta nell'acquario.
E' opportuno dotare l'impianto di un sistema di rabbocco automatico caricato con acqua d'osmosi. Gli osmoregolatori (cioé gli impianti di rabbocco automatico) che si trovano in commercio sono studiati per vasche di dimensioni normali. In un nano-reef di 40-50 litri possono risultare troppo voluminosi. Anche in questo caso, l'ideale è ricorrere al fai-da-te. E' sufficiente acquistare un interruttore galleggiante, un contenitore da 10-15 lt (per l'acqua d'osmosi), una piccola pompa, del cavo elettrico, una spina e una presa. I collegamenti sono semplicissimi. Su Internet si possono trovare numerosi schemi per l'autocostruzione. Da notare che se l'interruttore galleggiante viene posizionato direttamente in vasca e non in uno scomparto filtro o nel sump, va protetto con una griglia dai piccoli invertebrati che vi si possono insediare pregiudicandone il funzionamento.
 
Le rocce vive.
In un nano-reef ce ne stanno davvero poche. Quindi devono essere di qualità eccellente, sia per la conformazione delle pietre che per la microflora e la microfauna che ospitano. Il tipo indonesiano (ex Corallo blu) fa indubbiamente al caso nostro. L'ideale sarebbe prelevare rocce vive da una vasca avviata da anni. La regola dell'acquario di barriera imporrebbe un rapporto di 1 kg di rocce vive ogni 5 litri d'acqua. Nel caso del nano-reef, visto il poco spazio disponibile, è opportuno non eccedere in quantità. E' preferibile ammassare al centro della parete di fondo un piccolo gruppo di rocce vive di pezzatura medio-piccola. L'importante è che questo cumulo rimanga staccato di almeno 7-8 cm dalle pareti laterali in modo da poter pulire i vetri all'interno della vasca senza dover toccare l'arredamento.
 
Il fondo.
Abbiamo visto che, quanto a rocce vive, è difficile rispettare fedelmente la regola Berlinese. Dove possiamo allora recuperare un substrato adatto allo sviluppo dei processi riducenti? Nel materiale di fondo. Uno strato di 5-6 cm di sabbia corallina mista ad Aragonite di pezzatura molto sottile (0.5 - 1 mm) funziona benissimo. Il fondo va inserito nella vasca solo dopo che sono state posizionate le rocce vive. Magari aspettando qualche giorno. Ovviamente un fondo di questo genere va smosso il meno possibile e non va mai sifonato per permettere l'insediamento di colonie batteriche che si occupano di ridurre i Nitrati in Nitriti e quindi di scindere definitivamente il legame tra Azoto e Ossigeno. Se dopo alcune settimane, osservando attraverso i vetri lo strato di sabbia, vedremo al suo interno delle bollicine di gas, significa che il fondo sta lavorando come filtro riducente.
 
I valori dell'acqua.
I valori ottimali di un nano-reef ricalcano fedelmente quelli di un normale acquario di barriera. Ricordiamoli:

Valore Minimo Massimo
Temperatura 24¡ 26¡
Densitˆ 1.022 1.024
pH 8.00 8.30
Ammoniaca Assente  
Fosfati Assenti 0,05 mg/l
Nitriti Assenti  
Nitrati Assenti 5 mg/l
dKH 8 10
Calcio 410 mg/l 430 mg/l
Ossigeno In saturazione  

La maturazione.
Impossibile indicare dei tempi precisi. Dall'inserimento delle rocce vive all'introduzione dei primi animali possono passare da uno a tre mesi. Se utilizziamo rocce vive provenienti da una vasca già matura, i tempi possono ridursi significativamente. Sarebbe molto importante avviare l'acquario utilizzando il 50 per cento o più di acqua prelevata da un'altra vasca ben "rodata". In questo modo, ad esempio, saltiamo lo stadio della fioritura delle Diatomee.
Una volta riempita la vasca d'acqua e rocce vive, è inutile aspettare la maturazione seguendo la scadenza sul calendario, è meglio dotarsi di pazienza ed ogni 5 giorni effettuare delle accurate analisi dell'acqua. Ecco le spie che ci indicano che un acquario ormai ha concluso la fase di rodaggio:

  • I Nitrati sono scesi sotto i 5 mg/l e continuano a scendere
  • I Fosfati sono scesi a zero
  • Sono sparite eventuali tracce di alghe filamentose o patinose (la comparsa di queste ultime è pressoché scontata se si fa uso di Aragonite)
  • Il pH si è stabilizzato su valori tra 8.0 e 8.30 con un'oscillazione giornaliera non superiore a 0.10 - 0.20
  • Le alghe calcaree proliferano
  • Le alghe superiori crescono senza problemi.

Questi segnali ci dicono che la vasca è pronta per accogliere i primi ospiti. Attenzione però che la maturazione effettiva avviene nell'arco di un anno o più. In questo lasso di tempo è meglio procedere con gradualità nell'inserire pesci e invertebrati.

 

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