titoletto
 

Costruire un sistema aperto da 200 litri con sump
di Alberto Scapini

 
veduta vasca
  La logistica
Gli utensili
I materiali
I vetri
Le misure
I metodi
La siliconatura
L'incollaggio
Le finiture
I raccordi
Il collaudo
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La foto non si riferisce ad un sistema di 200 litri, ma ad una vasca di capienza superiore - di Enzo Caretto -    

Costruire un acquario da 200 litri aperto e dotato di sistema di tracimazione non è un'impresa impossibile ma richiede una certa esperienza sia nell'adoperare il silicone che nel maneggiare lastre di cristallo di una certa grandezza.
Sbaglia chi si illude di risparmiare danaro scegliendo la strada dell'autocostruzione: se ci si accontenta di una comune vasca di misure e di architettura standard, sicuramente si spenderà molto meno acquistandola già pronta in un negozio specializzato. Non ci credete? Provate a chiedere a un vetraio i prezzi delle lastre di cristallo da 15 millimetri. E dei relativi fori. Senza contare che realizzare una vasca da soli comporta un impegno della durata di più giorni ed una battaglia continua contro il silicone che, nonostante tutte le attenzioni, riuscirà ad imbrattare e ad attaccarsi anche dove non immaginate.
Qual'è, dunque, il vantaggio del fai-da-te? L'autocostruzione ci offre la possibilità di creare un impianto disegnato esattamente sulle nostre esigenze e - fantasia permettendo - anche di sperimentare qualche soluzione innovativa.
Senza contare l'aspetto più importante: il piacere di costruire un acquario da soli.
 
Tengo a sottolineare che in questo articolo non illustro "LA" tecnica per costruire un acquario ma spiego i metodi che ho adottato e che io uso da anni per realizzare in casa vasche di differenti dimensioni ed architetture. 
Non intendo insomma presentare un vero e proprio progetto ma intendo offrire un'insieme di spunti e soluzioni per realizzare da soli una vasca "tipo". Una volta compresa la tecnica, ciascuno poi potrà apportare a questa vasca le modifiche che meglio ritiene. L'unico accorgimento che suggerisco è di intraprendere l'impresa sulla base di un progetto cartaceo preciso. Ciò serve ad evitare di incontrare - magari a metà dell'opera - un problema imprevisto e insormontabile
 
La nostra vasca "tipo" avrà una capienza netta di 200 litri. Sarà alta 50 cm, lunga 100 e larga 50. Il sump invece sarà alto 33 cm, lungo 35 e largo 33.

Per cominciare vediamo l'occorrente.

La logistica
1) Una stanza dove poter lavorare in tranquillit senza il timore di imbrattare di silicone pavimenti o tappeti. La stanza deve essere ben illuminata e secca. Se si lavora d'inverno dev'essere riscaldata almeno a 18°;
2) Due cavalletti in legno da muratore oppure un tavolo robusto;
3) Una fetta di nylon da porre sopra il tavolo e sul pavimento per evitare di sporcare ovunque con il silicone;
4) Un cestino di rifiuti piuttosto grande con sacchetto all'interno. Va benissimo anche un comune secchio.

L'attrezzatura e gli utensili
1) Giornali vecchi;
2) Due rotoli di nastro adesivo da carrozziere (uno alto un paio di cm e l'altro 4-5);
3) Un rotolo di nastro adesivo da pacchi;
4) Qualche rotolo di carta assorbente da cucina oppure di carta igienica;
5) Un paio di confezioni di lamette da barba del tipo vecchio (piatto con i due bordi opposti taglienti);
6) Una bottiglia di alcool;
7) Una bottiglia di diluente;
8) Una pistola per silicone;
9) Un taglierino con lamette di ricambio;
10) Un seghetto da ferro;
11) Un doppio decimetro e un righello lungo almeno 70 - 80 cm;
12) Un pennarello nero indelebile a punta sottile;
13) Tre squadrette metalliche con morsetti del tipo usato per realizzare le cornici dei quadri;

Squadrette
Le squadrette con morsetti che useremo per tenere in posizione le lastre durante la siliconatura

14) Due spatoline in plexiglas sagomate (pi avanti spiegheremo come costruirle);

Spatole

15) Una spatola d'acciaio piccola;
16) Guanti in lattice da lavoro;
17) Una pinza da idraulica.

I materiali
1) Cinque lastre di vetro (di cui una con due fori) per l'acquario vero e proprio (vedi più avanti le misure);
2) Cinque lastre di vetro per il sump (vedi più avanti le misure);
3) Due o tre cartucce di silicone nero per acquari;
4) Un tubetto di colla speciale per Pvc;
5) Raccorderia in Pvc (n 1 curva a 90 da 20 mm; n 3 curve a 90 da 32 mm; n° 2 curve a 45° da 20 mm; n 1 flangia da 33 mm; n 1 flangia da 42 mm). Attenzione che, in base alla sistemazione finale dell'impianto, il numero delle curve necessarie per collegare l'acquario al sump potrebbe essere maggiore;
6) Due rubinetti in Pvc (uno per tubo da 20 mm e l'altro da 32 mm);
7) Un paio di metri di tubo in Pvc da 20 e da 32 mm;
8) Un rotolo di nastro in teflon da idraulica.
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Realizzare le spatoline in plexiglas che serviranno per stendere il silicone è semplicissimo.
Servono due ritagli quadrati di plexiglas da 4-5 cm di lato, un compasso, un pennarello indelebile a punta sottile, un archetto da traforo e un pezzo di carta vetrata di grana sottile (almeno 120). Prendiamo il primo ritaglio di plexiglas e con il compasso tracciamo su uno degli angoli un semicerchio del diametro di 15 mm. Ripassiamo il segno con il pennarello indelebile e quindi ritagliamolo con l'archetto da traforo. Il taglio deve essere perfettamente curvo e privo di slabbrature. Rifiniamolo con la carta vetrata. Anche i due lati dritti devono essere perfettamente piani.
Ripetiamo esattamente l'operazione sull'altro pezzo di plexiglas ma questa volta tracciamo un semicerchio di soli 2 mm.

disegno squadrette disegno squadrette

La scelta dei vetri
Esistono delle precise tabelle per scegliere lo spessore dei cristalli in base alla lunghezza della vasca e all'altezza dell'acqua. Lo spessore un dettaglio importantissimo sul quale non val proprio la pena di lesinare: risparmiare qualche euro oggi, significa domani avere un acquario che rischia di cedere con il tempo oppure a causa di una sollecitazione imprevista. Per una vasca delle dimensioni che abbiamo indicato, lo spessore ideale di 10 mm per le pareti e 15 mm per la lastra di fondo. Invece per il sump sono sufficienti 8 mm per il fondo e 5 per le pareti.

Nelle vetrerie possiamo trovare due tipi di cristallo: il cristallo normale (su spessori significativi presenta una dominante verdastra) e l'extrachiaro (anche su spessori importanti rimane perfettamente trasparente). Il secondo, naturalmente, costa molto di pi. Per i limitati spessori sui quali lavoriamo nel nostro caso - a mio avviso - non val la pena di scegliere l'extrachiaro.

Le misure delle lastre
- Sump:
1) N 1 lastra per il fondo (spessore 8 mm) da cm 31,5 x 33,5;
2) N 2 lastre per i lati corti (spessore 5 mm) da cm 31,5 x 33;
3) N 2 lastre per i lati lunghi (spessore 5 mm) da cm 35 x 33.
 
- Vasca grande:
1) N 1 lastra per il fondo (spessore 15 mm) da cm 97,5 x 47,5;
2) N 2 lastre per i lati corti (spessore 10 mm) da cm 47,5 x 50;
3) N 2 lastre per i lati lunghi (spessore 10 mm) da cm 100 x 50. Su una delle due lastre lunghe il vetraio deve praticare due fori da 35 e 45 mm di diametro come illustrato di seguito.

Gli appassionati più attenti e precisi noteranno che le misure sopra indicate non consentono alle lastre di combaciare perfettamente in modo da formare un parallelepipedo. Non si tratta di un'imprecisione ma di una scelta voluta: tenere alcuni vetri qualche mm più corti del dovuto ci consente di avere tra le lastre lo spazio necessario per iniettare uno strato di silicone che, come vedremo tra un attimo, renderà la vasca più elastica e resistente.

Ecco lo schema dei fori:

fori

Metodi di incollaggio
Il segreto per avere un assemblaggio resistente ed allo stesso tempo elastico fare in modo che, sulle giunture, le lastre non appoggino direttamente una sull'altra ma restino separate da uno strato di silicone spesso qualche millimetro. Ci conferisce grande elasticit alla vasca ed evita fratture perch il pi piccolo movimento o la minima flessione di ogni singola lastra viene assorbita dal "cuscinetto" di collante. Ma come si fa a tenere distanziate di qualche millimetro le lastre durante l'incollaggio?

Abbiamo due possibilit:
1) Prima dell'incollaggio vero e proprio stendiamo dei brevi tratti di cordoli di silicone sul bordo di ciascuna lastra e li lasciamo seccare per una giornata. Una volta seccati li sagomiamo con una lametta in modo da ricavarne una specie di piccola lasagna lunga un paio di cm e alta 4-5 mm. Questo sistema va bene soprattutto se si lavora con lastre di vetro di scarso e medio spessore.

strato di silicone
Due lastre sui bordi delle quali è stato steso il piccolo cordolo di silicone che servirà da spessore. Il giorno successivo andrà sagomato accuratamente con la lametta

2) L'altra soluzione tenere distanziate le lastre con degli spessori: per esempio un listellino di legno alto pochi mm oppure un pezzo di Pvc dell'altezza desiderata. Gli spessori vanno infilati tra le lastre perpendicolarmente. Una volta che la vasca stata incollata e che il silicone si seccato, gli spessori vanno sfilati e il foro che rimane va riempito con una piccola "iniezione" di silicone. Questo sistema è indicato per lastre con oltre 10 mm di spessore.

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Per la siliconatura esistono due tecniche: incollaggio per estrusione oppure per intrusione.
1) Il metodo dell'estrusione prevede di stendere un bel cordolo di silicone su entrambe le superfici da incollare e, successivamente, di mettere in posizione le lastre. Il silicone in eccesso, schiacciato, uscir dai bordi e verr facilmente eliminato con le spatole sagomate.
2) Se preferiamo il sistema dell'intrusione dobbiamo mettere in posizione le lastre fissandole con il nastro da pacchi e tenendole distanziate tra loro. Quindi con la pistola si dovrà iniettare il silicone nelle fessure. Anche in questo caso, il collante in eccesso verr tolto subito dopo con le spatole sagomate.

Posizione
Alcune lastre predisposte per l' incollaggio secondo il sistema dell'intrusione.
I vetri sono tenuti in posizione con il nastro da pacchi

Quale metodo da preferire? Dipende dalle situazioni. Per vasche medie e piccole le cui lastre si possono maneggiare con facilit, consiglio l'estrusione. Per vasche di dimensioni notevoli e pesanti senza dubbio necessario incollare per intrusione.

Sempre in tema di siliconatura c' da prendere in considerazione un'altra opzione: lasciare silicone all'interno degli angoli oppure lasciare il collante solo tra le due superfici d'appoggio delle lastre?

incollatura incollatura

Sono convinto che se il silicone di ottima qualit e l'incollaggio viene effettuato a regola d'arte, sia assolutamente inutile lasciare uno strato di silicone per riempire gli angoli delle pareti laterali: non assicura nessuna tenuta in pi ed è brutto da vedere. Semmai uno strato di silicone - e piuttosto alto - va lasciato nei quattro angoli costituiti dall'unione della lastra di fondo con le lastre laterali. Oltre ad assicurare un incollaggio pi affidabile in uno dei punti pi critici, ci render pi semplice le operazioni di pulizia della vasca quando si tratter di togliere la sabbia.

Come vanno assemblati i vetri laterali rispetto al fondo? Qui si possono trovare opinioni contrastanti. C' chi sostiene che le pareti della vasca vanno incollate attorno alla lastra del fondo e chi, al contrario, ritiene fondamentale montarle sopra la lastra del fondo. Sono convinto che l'architettura pi affidabile sia la prima. Anche da un punto di vista estetico.
Quanto invece al rapporto tra i vetri laterali, i lati lunghi devono appoggiare sui due lati corti in modo da coprirne i bordi. Ecco nello schema seguente come vanno montate le lastre laterali. La vasca vista dall'alto.

architettura

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