Costruire un acquario da 200 litri aperto e dotato di sistema
di tracimazione non è un'impresa impossibile ma richiede
una certa esperienza sia nell'adoperare il silicone che nel
maneggiare lastre di cristallo di una certa grandezza.
Sbaglia chi si illude di risparmiare danaro scegliendo
la strada dell'autocostruzione: se ci si accontenta di una comune
vasca di misure e di architettura standard, sicuramente si spenderà
molto meno acquistandola già pronta in un negozio specializzato.
Non ci credete? Provate a chiedere a un vetraio i prezzi delle
lastre di cristallo da 15 millimetri. E dei relativi fori. Senza
contare che realizzare una vasca da soli comporta un impegno della
durata di più giorni ed una battaglia continua contro
il silicone che, nonostante tutte le attenzioni, riuscirà
ad imbrattare e ad attaccarsi anche dove non immaginate.
Qual'è, dunque, il vantaggio del fai-da-te? L'autocostruzione
ci offre la possibilità di creare un impianto disegnato
esattamente sulle nostre esigenze e - fantasia permettendo - anche
di sperimentare qualche soluzione innovativa.
Senza contare l'aspetto più importante: il piacere di costruire
un acquario da soli.
Tengo a sottolineare che in questo articolo non illustro
"LA" tecnica per costruire un acquario ma spiego i
metodi che ho adottato e che io uso da anni per realizzare
in casa vasche di differenti dimensioni ed architetture.
Non intendo insomma presentare un vero e proprio progetto ma intendo
offrire un'insieme di spunti e soluzioni per realizzare da
soli una vasca "tipo". Una volta compresa la tecnica, ciascuno
poi potrà apportare a questa vasca le modifiche che meglio
ritiene. L'unico accorgimento che suggerisco è
di intraprendere l'impresa sulla base di un progetto cartaceo
preciso. Ciò serve ad evitare di incontrare - magari a
metà dell'opera - un problema imprevisto e insormontabile
La nostra vasca "tipo" avrà una capienza netta
di 200 litri. Sarà alta 50 cm, lunga 100 e larga 50. Il
sump invece sarà alto 33 cm, lungo 35 e largo 33.
Per cominciare vediamo l'occorrente.
| La
logistica |
| 1) |
Una stanza dove poter lavorare
in tranquillit senza il timore di imbrattare di silicone
pavimenti o tappeti. La stanza deve essere ben illuminata
e secca. Se si lavora d'inverno dev'essere riscaldata almeno
a 18°; |
| 2) |
Due cavalletti in legno da muratore
oppure un tavolo robusto; |
| 3) |
Una fetta di nylon da porre
sopra il tavolo e sul pavimento per evitare di sporcare ovunque
con il silicone; |
| 4) |
Un cestino di rifiuti piuttosto
grande con sacchetto all'interno. Va benissimo anche un comune
secchio. |
| L'attrezzatura
e gli utensili |
| 1) |
Giornali vecchi; |
| 2) |
Due rotoli di nastro adesivo da carrozziere
(uno alto un paio di cm e l'altro 4-5); |
| 3) |
Un rotolo di nastro adesivo da pacchi; |
| 4) |
Qualche rotolo di carta assorbente
da cucina oppure di carta igienica; |
| 5) |
Un paio di confezioni di lamette da
barba del tipo vecchio (piatto con i due bordi opposti taglienti); |
| 6) |
Una bottiglia di alcool; |
| 7) |
Una bottiglia di diluente; |
| 8) |
Una pistola per silicone; |
| 9) |
Un taglierino con lamette di ricambio; |
| 10) |
Un seghetto da ferro; |
| 11) |
Un doppio decimetro e un righello
lungo almeno 70 - 80 cm; |
| 12) |
Un pennarello nero indelebile a punta
sottile; |
| 13) |
Tre squadrette metalliche con morsetti
del tipo usato per realizzare le cornici dei quadri; |
 |
| Le squadrette
con morsetti che useremo per tenere in posizione le lastre
durante la siliconatura |
| 14) |
Due spatoline in plexiglas
sagomate (pi avanti spiegheremo come costruirle); |
| 15) |
Una spatola d'acciaio piccola; |
| 16) |
Guanti in lattice da lavoro; |
| 17) |
Una pinza da idraulica. |
| I
materiali |
| 1) |
Cinque lastre di vetro (di cui
una con due fori) per l'acquario vero e proprio (vedi più
avanti le misure); |
| 2) |
Cinque lastre di vetro per il
sump (vedi più avanti le misure); |
| 3) |
Due o tre cartucce di silicone
nero per acquari; |
| 4) |
Un tubetto di colla speciale
per Pvc; |
| 5) |
Raccorderia in Pvc (n 1 curva
a 90 da 20 mm; n 3 curve a 90 da 32 mm; n° 2 curve
a 45° da 20 mm; n 1 flangia da 33 mm; n 1 flangia da
42 mm). Attenzione che, in base alla sistemazione finale dell'impianto,
il numero delle curve necessarie per collegare l'acquario
al sump potrebbe essere maggiore; |
| 6) |
Due rubinetti in Pvc (uno per
tubo da 20 mm e l'altro da 32 mm); |
| 7) |
Un paio di metri di tubo in
Pvc da 20 e da 32 mm; |
| 8) |
Un rotolo di nastro in teflon
da idraulica. |
| torna
sopra |
Realizzare le spatoline in plexiglas che
serviranno per stendere il silicone è semplicissimo.
Servono due ritagli quadrati di plexiglas da 4-5 cm di lato, un
compasso, un pennarello indelebile a punta sottile, un archetto
da traforo e un pezzo di carta vetrata di grana sottile (almeno
120). Prendiamo il primo ritaglio di plexiglas e con il compasso
tracciamo su uno degli angoli un semicerchio del diametro di 15
mm. Ripassiamo il segno con il pennarello indelebile e quindi
ritagliamolo con l'archetto da traforo. Il taglio deve essere
perfettamente curvo e privo di slabbrature. Rifiniamolo con la
carta vetrata. Anche i due lati dritti devono essere perfettamente
piani.
Ripetiamo esattamente l'operazione sull'altro pezzo di plexiglas
ma questa volta tracciamo un semicerchio di soli 2 mm.
La scelta dei vetri
Esistono delle precise tabelle per
scegliere lo spessore dei cristalli in base alla lunghezza della
vasca e all'altezza dell'acqua. Lo spessore un dettaglio importantissimo
sul quale non val proprio la pena di lesinare: risparmiare qualche
euro oggi, significa domani avere un acquario che rischia di cedere
con il tempo oppure a causa di una sollecitazione imprevista.
Per una vasca delle dimensioni che abbiamo indicato, lo spessore
ideale di 10 mm per le pareti e 15 mm per la lastra di fondo.
Invece per il sump sono sufficienti 8 mm per il fondo e 5 per
le pareti.
Nelle vetrerie possiamo trovare
due tipi di cristallo: il cristallo normale (su spessori significativi
presenta una dominante verdastra) e l'extrachiaro (anche su spessori
importanti rimane perfettamente trasparente). Il secondo, naturalmente,
costa molto di pi. Per i limitati spessori sui quali lavoriamo
nel nostro caso - a mio avviso - non val la pena di scegliere
l'extrachiaro.
|
Le
misure delle lastre |
| -
Sump: |
| 1) |
N 1 lastra per il fondo (spessore
8 mm) da cm 31,5 x 33,5; |
| 2) |
N 2 lastre per i lati corti
(spessore 5 mm) da cm 31,5 x 33; |
| 3) |
N 2 lastre per i lati lunghi
(spessore 5 mm) da cm 35 x 33. |
| |
| - Vasca grande: |
| 1) |
N 1 lastra per il fondo (spessore
15 mm) da cm 97,5 x 47,5; |
| 2) |
N 2 lastre per i lati corti (spessore
10 mm) da cm 47,5 x 50; |
| 3) |
N 2 lastre per i lati lunghi (spessore
10 mm) da cm 100 x 50. Su una delle due lastre lunghe il vetraio
deve praticare due fori da 35 e 45 mm di diametro come illustrato
di seguito. |
Gli appassionati più attenti e precisi
noteranno che le misure sopra indicate non consentono alle lastre
di combaciare perfettamente in modo da formare un parallelepipedo.
Non si tratta di un'imprecisione ma di una scelta voluta: tenere
alcuni vetri qualche mm più corti del dovuto ci consente
di avere tra le lastre lo spazio necessario per iniettare uno
strato di silicone che, come vedremo tra un attimo, renderà
la vasca più elastica e resistente.
Ecco lo schema dei fori:
 |
Metodi di incollaggio
Il segreto per avere un assemblaggio
resistente ed allo stesso tempo elastico fare in modo che, sulle
giunture, le lastre non appoggino direttamente una sull'altra
ma restino separate da uno strato di silicone spesso qualche millimetro.
Ci conferisce grande elasticit alla vasca ed evita fratture
perch il pi piccolo movimento o la minima flessione di ogni
singola lastra viene assorbita dal "cuscinetto" di collante. Ma
come si fa a tenere distanziate di qualche millimetro le lastre
durante l'incollaggio?
Abbiamo due possibilit:
1) Prima dell'incollaggio vero e proprio stendiamo dei brevi tratti
di cordoli di silicone sul bordo di ciascuna lastra e li lasciamo
seccare per una giornata. Una volta seccati li sagomiamo con una
lametta in modo da ricavarne una specie di piccola lasagna lunga
un paio di cm e alta 4-5 mm. Questo sistema va bene soprattutto
se si lavora con lastre di vetro di scarso e medio spessore.
| Due lastre sui bordi delle
quali è stato steso il piccolo cordolo di silicone
che servirà da spessore. Il giorno successivo andrà
sagomato accuratamente con la lametta |
2) L'altra soluzione tenere distanziate
le lastre con degli spessori: per esempio un listellino di legno
alto pochi mm oppure un pezzo di Pvc dell'altezza desiderata.
Gli spessori vanno infilati tra le lastre perpendicolarmente.
Una volta che la vasca stata incollata e che il silicone si
seccato, gli spessori vanno sfilati e il foro che rimane va
riempito con una piccola "iniezione" di silicone. Questo sistema
è indicato per lastre con oltre 10 mm di spessore.
Per la siliconatura esistono due tecniche:
incollaggio per estrusione oppure per intrusione.
1) Il metodo dell'estrusione prevede di stendere un bel cordolo
di silicone su entrambe le superfici da incollare e, successivamente,
di mettere in posizione le lastre. Il silicone in eccesso, schiacciato,
uscir dai bordi e verr facilmente eliminato con le spatole sagomate.
2) Se preferiamo il sistema dell'intrusione dobbiamo mettere in
posizione le lastre fissandole con il nastro da pacchi e tenendole
distanziate tra loro. Quindi con la pistola si dovrà iniettare
il silicone nelle fessure. Anche in questo caso, il collante in
eccesso verr tolto subito dopo con le spatole sagomate.
Alcune lastre predisposte per
l' incollaggio secondo il sistema dell'intrusione.
I vetri sono tenuti in posizione con il nastro da pacchi |
Quale metodo da preferire? Dipende dalle
situazioni. Per vasche medie e piccole le cui lastre si possono
maneggiare con facilit, consiglio l'estrusione. Per vasche di
dimensioni notevoli e pesanti senza dubbio necessario incollare
per intrusione.
Sempre in tema di siliconatura c' da prendere in considerazione
un'altra opzione: lasciare silicone all'interno degli angoli oppure
lasciare il collante solo tra le due superfici d'appoggio delle
lastre?
 |
Sono convinto che se il silicone di ottima
qualit e l'incollaggio viene effettuato a regola d'arte, sia
assolutamente inutile lasciare uno strato di silicone per riempire
gli angoli delle pareti laterali: non assicura nessuna tenuta
in pi ed è brutto da vedere. Semmai uno strato di silicone
- e piuttosto alto - va lasciato nei quattro angoli costituiti
dall'unione della lastra di fondo con le lastre laterali. Oltre
ad assicurare un incollaggio pi affidabile in uno dei punti pi
critici, ci render pi semplice le operazioni di pulizia della
vasca quando si tratter di togliere la sabbia.
Come vanno assemblati i vetri laterali rispetto al fondo? Qui
si possono trovare opinioni contrastanti. C' chi sostiene che
le pareti della vasca vanno incollate attorno alla lastra del
fondo e chi, al contrario, ritiene fondamentale montarle sopra
la lastra del fondo. Sono convinto che l'architettura pi affidabile
sia la prima. Anche da un punto di vista estetico.
Quanto invece al rapporto tra i vetri laterali, i lati lunghi
devono appoggiare sui due lati corti in modo da coprirne i bordi.
Ecco nello schema seguente come vanno montate le lastre laterali.
La vasca vista dall'alto.
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