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Il
metodo Tradizionale
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La
temperatura
La gestione della temperatura avviene mediante un climatizzatore.
In questo modo non c'è da preoccuparsi d'eventuali sbalzi
di temperatura. Specialmente nei cambi di stagione accade che
il condizionatore riscaldi con luci spente e raffreddi verso sera
quando le luci sono da molte ore accese. I parametri impostabili
del condizionatore permettono di simulare a grandi linee quello
che avviene in natura. Nella vasca, ogni giorno, avviene uno sbalzo
termico di 1,5° e questo fenomeno è salutare per gli
invertebrati. Nei mesi più caldi la temperatura non supera
mai i 27° mentre d'inverno s'abbassa fino a 23-24°. I
pesci sopportano meno questi sbalzi di temperatura e può
succedere che si ammalino di Cryptocaryon irritans. E' solo una
forma passeggera: una vasca d'invertebrati è in grado di
debellare la malattia. Nella vasca è consigliabile tenere
anche un termometro per verificare che l'impostazione del climatizzatore
sia sempre corretta. Una precauzione da adottare, per mettersi
al riparo da eventuali problemi, è effettuare dei controlli
biennali alle apparecchiature.
Durante questi test devono essere verificati accuratamente lo
stato interno della serpentina del condizionatore e di tutte quelle
parti che vengono in contatto con l'acqua, perché in caso
di rotture, quest'inconveniente porterebbe alla morte di tutta
la popolazione della vasca.
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| Naso
Lituratus, età in vasca sei anni. Si intravede anche
la malformazione della bocca nello Zanclus accennata nell'articolo. |
La
maturazione
Non è facile indicare dei tempi di maturazione, in quanto
ogni vasca ha una sua storia.
La vasca-esempio ha avuto da subito un aspetto gradevole e i coralli
si aprivano immediatamente non appena sistemati. Dopo avere effettuato
i controlli chimici dei valori più importanti, quali pH,
Nitrati, Nitriti e Ammoniaca, a distanza di due mesi dal suo allestimento
ho introdotto i primi coralli.
Si trattava di specie resistenti come gli Actinodiscus. Visto
che i coralli non avevano problemi ho continuato ad introdurli
con cadenza settimanale. In poco tempo la vasca ha preso forma
e colore. Moltissimi dei primi coralli introdotti sono ancora
presenti nella vasca e hanno con il tempo generato nuove colonie.
Dopo l'introduzione dei coralli ho continuato a popolare la vasca
con i pesci. I valori dell'acqua erano sempre nella norma.
Di seguito, ecco i valori medi della vasca:
pH
Temperatura
Densità
Nitrati
Nitriti
Ammoniaca
Fosfati
°dKH
Calcio
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8.3
24 - 27°
1.023
20 - 30 mg/l
Assenti
Assente
0,05 - 0,10 mg/l
7 - 10
450 - 550 mg/l |
Nonostante l'integrazione giornaliera d'acqua calcarea e Calcio,
le alghe calcaree hanno fatto la loro comparsa solo dopo due anni
e fisso in questo periodo il termine della maturazione della vasca.
Da quel momento i coralli hanno cominciato non solo ad essere
completamente espansi ma anche a riprodursi.
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| Pygoplites
diacanthus ancora in livrea giovanile |
I
pesci
Un acquario non può essere considerato completo senza pesci.
In natura i pesci dividono lo spazio con gli invertebrati, quindi
perché non cercare di riprodurre lo stesso habitat anche
in vasca?
Il giusto equilibrio deve essere trovato compensando il maggior
inquinamento dovuto alla popolazione di pesci con cambi d'acqua
più frequenti. Per la capacità di questa vasca,
i pesci che vi abitano, secondo molti testi, sono considerati
troppi.
La mia esperienza, invece, dimostra che è possibile avere
una vasca d'invertebrati stupenda anche con un buon numero di
pesci. Da molti anni nuotano nell'acquario un Naso lituratus,
uno Zanclus e una coppia d'Amphiprion ocellaris. Accanto ai pesci
c'è anche una coppia di Lismata debelius. Lo Zanclus è
stato inserito in vasca solo perché presenta una malformazione
nella parte inferiore della bocca, che gli impedisce di prendere
il cibo in modo normale: uno Zanclus in perfetta salute divorerebbe
tutti gli invertebrati.
Attualmente trova posto in vasca anche un giovane esemplare di
Pygoplites diacanthus della lunghezza di 4 cm, uno Ctenochaetus
hawaiiensis ed uno Pseudochromis fridmani. Gli esemplari di Pygoplites
possono essere tenuti in vasche d'invertebrati solo in giovane
età: anche per loro, da adulti, la convivenza con gli invertebrati
è da escludere. Una volta cresciuto, troverà posto
in una delle vasche di casa.
Tutti gli Acanturidi, i Pomacentridi e alcuni Centropyge sono
adatti a convivere con gli invertebrati oltre a moltissimi altri.
Per una lista completa vi invito a consultare un buon libro. Mi
preme rilevare che ogni esemplare deve essere valutato singolarmente,
perché lo stesso pesce in vasche diverse può assumere
comportamenti differenti.
Gli
invertebrati
A differenza degli anni passati, oggi possiamo introdurre in acquario
una gran varietà di specie. Ciò, però, può
causare notevoli problemi di convivenza. Una scelta oculata ci
mette al riparo da esperienze negative, e nello stesso tempo evita
la pesca sconsiderata di specie che assolutamente non possono
vivere in acquario. Mi spiego: un invertebrato la cui longevità
in Natura non è ancora documentata ma è comunque
lunga, non può essere considerato adatto alla vita d'acquario
solo per il fatto che in qualche modo riesce a sopravvivere uno
o due anni. Questo tipo di invertebrato deve essere lasciato nel
suo luogo d'origine.
Invece dobbiamo prendere in considerazione solo quei coralli che
anche in acquario trovano condizioni adatte per crescere e riprodursi.
Mi limito a citarne solo alcuni che appartengono al genere "impossibile":
Goniopora stokesi e Fungia. Questi generi sono talmente delicati
che perfino in acquari perfetti trovano il modo di soffrire fino
alla morte.
Visto che l'alternativa non manca, introduciamo piuttosto nella
nostra vasca Actinodiscus sp., Sarcophyton sp., Euphyllia sp.,
Plerogyra sinuosa, Trachyphyllia sp. ed altri.
Questi invertebrati, in fondo, non necessitano di attenzioni particolari.
Richiedono solo qualità dell'acqua e il rispetto delle
regole principali su cui si fonda oggi l'acquariofilia. La costanza,
l'attenzione ed il rispetto con cui noi accudiremo il nostro acquario,
saranno le basi del nostro successo. Non lasciamoci andare ad
acquisti particolarmente attraenti che poi si rivelano fallimentari.
Questi errori mi hanno accompagnato nei primi mesi della mia avventura,
ma poi grazie ad una documentazione appropriata e facendo tesoro
delle esperienze altrui, ho abbracciato la filosofia descritta
sopra e non l'ho più abbandonata.
Di seguito citerò non tanto tutti gli invertebrati che
si sono succeduti in questa vasca, ma coloro che la abitano da
almeno quattro anni: Pachyclavularia violacea(varie colorazioni),
Turbinaria pelpata, Parazoanthus gracilis, Nemenzophyllia sp.,
Physogyra lichtensteini, Euphyllia paradivisa, Litophyton sp.(varietà
verde), Blastomussa merleti, Sarcophyton sp., Zoanthus sp. (varietà
verde e rosso-bruno), Acropora nasuta, Tridacna maxima, Tridacna
squamosa, Cynarina lacymalis, Lobophytum crassum, Trachyphyllia,
Caulastrea furcata, Actinodiscus sp., Turbo sp., Lysmata debelius,
Fromia sp.
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| Ctenochaetus
hawaiiensis in livrea giovanile. Questo Acanturide da adulto
assumerà un colore dominante verde. |
La
manutenzione
In questi anni ho potuto costatare che molte persone si lasciano
andare a considerazioni che reputano corrette solo perché
trovate su pubblicazioni professionali. Bene, uno di questi testi
sostiene che la vasca di tipo tradizionale è di difficile
manutenzione.
Di seguito vi elenco le semplici operazioni che vengono eseguite
da sei anni sulla nostra vasca-esempio:
- Cambio d'acqua settimanale del
10% (25 litri)
- Pulizia settimanale della vasca
che consiste nella sifonatura del fondo e nella sostituzione
dei materiali di consumo
- Pulizia mensile della parte iniziale
del filtro sottosabbia
- Controllo e verifica mensile di
accessori e apparecchiature
- Cambio del carbone ogni due mesi
- Test chimici principali ogni tre
mesi
- Sostituzione delle luci ogni anno.
Per queste semplici
e veloci operazioni, il tempo richiesto è di circa due
ore la settimana e si allinea in pieno a quello necessario in
altre filosofie.

Veduta panoramica della vasca |
Considerazioni
finali
Sicuramente il successo di quest'acquario non deve portare a credere
che tutte le vasche di tipo "tradizionale", seguendo
gli stessi criteri, portino al medesimo risultato.
Le tecniche descritte sono sicuramente una base di partenza sicura
per allestire un buon acquario, e questa vasca come risultato
finale non ha nulla da invidiare ad un acquario costruito secondo
il metodo Berlinese.
I metodi da seguire per realizzare un acquario di successo, cambiano
nel corso degli anni, e a volte seguono mode che si esauriscono
nel tempo.
Il metodo Berlinese è sicuramente il sistema più
"semplice" e "sicuro" che permette anche ad
un principiante di ottenere ottimi risultati.
Considerando tuttavia la percentuale di vasche che adottano ancor
oggi in Italia la filosofia "tradizionale", si può
affermare che questo sistema accompagnerà ancora per molti
anni la nostra passione.
Luglio 2002
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