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| L'ecosistema
acquario |
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| Un
moderno acquario "Berlinese" - Foto Claudio Rebonato,
vasca Enzo Caretto - |
In un acquario marino di barriera
viene riprodotto in miniatura uno degli ambienti naturali più
complessi esistenti sul Pianeta: il reef. Certo, l'obbiettivo
può sembrare ambizioso ma, grazie alla tecnologia e al
bagaglio di esperienze accumulato negli ultimi decenni da ricercatori
e semplici appassionati di tutto il mondo, oggi questa non è
più una sfida impossibile.
Allestire un acquario di barriera significa ricreare in un ambiente
artificiale e chiuso il complesso sistema di scambi biologici
e chimici sul quale si intreccia e si sviluppa la vita di migliaia
di organismi nelle barriere coralline.
In acquario, dove sarà possibile, cercheremo di ricostriure
questo ecosistema utilizzando risorse naturali. Dove ciò
non sarà possibile dovremo per forza ricorrere a mezzi
artificiali. Un esempio? Se per il filtraggio possiamo affidarci,
almeno in parte, a del materiale naturale prelevato in mare (le
rocce vive), è chiaro che per l'illuminazione, il riscaldamento
o il movimento dell'acqua, dovremo ricorrere a quanto ci offre
oggi la tecnologia.
Vediamo in sintesi quali sono i "mattoni" con i quali
la natura edifica una barriera corallina e vediamo poi come riprodurli
in acquario.
- L'ambiente
subacqueo con rocce, anfratti e sabbia corallina;
- Un enorme
volume d'acqua salata con condizioni chimico/fisiche stabilissime;
- Un numero
elevatissimo di specie animali (pesci e invertebrati);
- Un certo
numero di specie vegetali.
Qui apriamo una parentesi
e osserviamo subito che quanto più alto è il numero
di specie presenti (cioé tanto maggiore è la biodiversità)
tanto più l'ecosistema sarà ricco e stabile. Ciò
vale in mare come in acquario.
Torniamo ora alla barriera
corallina. Oltre ai quattro elementi elencati che costituiscono
i "mattoni" dell'ecosistema, dobbiamo ora indicare altri
fattori che permettono all'ecosistema di "girare".
Partiamo dalle fonti di energia: la principale fonte esterna di
energia è la luce solare. Direttamente legata alla luce del
sole c'è la temperatura dell'acqua. Un'altra fonte di energia
(questa volta non esterna ma interna allo stesso ecosistema) è
costituita dal cibo di cui in natura si nutrono animali e vegetali
in un ciclo continuo e interdipendente. Infine un altro elemento
vitale è costituito dal movimento dell'acqua inteso come
moto ondoso e come flusso (e riflusso) delle maree.
Ecco, in acquario, noi dobbiamo
ricostruire questo complesso ecosistema utilizzando fin dove è
possibile "materiale" naturale.
1)
L'ambiente. Sarà costituito dalla vasca di vetro arredata
sapientemente con sabbia corallina e rocce vive prelevate in mare.
Queste ultime, grazie alla miriade di microorganismi che le popolano,
costituiscono il "bio-mattone" di base sul quale edificare
un acquario equilibrato. In mare le rocce vive lavorano come un
filtro biologico di grandissima efficacia. Lo stesso succede in
acquario. Alle rocce vive andrà naturalmente affiancato anche
un filtro "tecnologico": di solito uno schiumatoio a pompa
che estrae dall'acqua i residui organici prima che s'inneschi il
processo di decomposizione. Più il nostro ambiente (cioé
la vasca) sarà grande, più il sistema sarà
stabile.
2)
L'acqua. Scartiamo subito l'ipotesi di procurarcela in mare: l'operazione
è difficoltosa e in linea di massima ci porterà ad
avere un'acqua di qualità piuttosto scadente. Meglio acquistare
in negozio le apposite miscele di sali e discioglierli in acqua
d'osmosi. Nell'acqua marina andranno poi integrati quegli oligoelementi
che nel tempo verranno consumati nei processi biologici. In un acquario
di barriera è di fondamentale importanza l'integrazione del
Calcio. Viene utilizzato da coralli e tridacne e deve essere mantenuto
su livelli elevati attraverso un reattore di Calcio oppure attraverso
l'uso sistematico di Kalkwasser. L'acqua della barriera corallina
è estremamente povera di nutrienti. Di questo dovremo tenere
conto nel nostro acquario. Dovremo sempre evitare carichi di Nitrati
e Fosfati dovuti ad un errato sistema di filtraggio oppure ad un'introduzione
eccessiva di cibo o, infine, ad una sovrappopolazione della vasca.
Poco sopra, abbiamo ricordato che in mare temperatura e densità
dell'acqua sono sempre molto stabili. Per la temperatura si veda
più avanti, quanto al mantenimento di una corretta salinità
una buona soluzione è installare un sistema di rabbocco automatico
dell'acqua evaporata utilizzando acqua d'osmosi.
La qualità dell'acqua andrà tenuta sotto controllo
attraverso i test chimici in vendita nei negozi oppure attraverso
i controller elettronici, costosi ma di grande utilità.
3)
Pesci e invertebrati. In acquario come in mare, il segreto del successo
è la biodiversità. Attenzione solo a due aspetti:
non sovrappopolare la vasca e scegliere specie tra loro compatibili.
L'ideale è popolare la vasca scegliendo un preciso biotopo,
per esempio la laguna corallina, e inserendo solo pesci e invertebrati
tipici di quell'ambiente.
4)
Alghe. Rivestono un ruolo importante nell'ecosistema acquario grazie
al processo di fotosintesi e grazie alla capacità di "divorare"
sostanze nutrienti inquinanti. Purtroppo di solito in una vasca
dove si allevano pesci alghivori (pesci chirurgo o pesci angelo
nani) è praticamente impossibile tenere alghe superiori.
Quanto invece alle alghe calcaree incrostanti (rosa o rosse), si
sviluppano autonomamente e sono segno di una eccellente qualità
dell'acqua.
Abbiamo poi parlato di luce,
temperatura, cibo e movimento dell'acqua. In questo caso, ovviamente,
non abbiamo alternative: dobbiamo affidarci alla tecnologia.
L'illuminazione verrà garantita da un moderno impianto luci
basato su lampade HQI, su tubi al neon oppure su una combinazione
dei due. Un timer potrà comandare l'accensione e lo spegnimento
dell'impianto. Il ruolo delle luci è fondamentale per una
vasca di barriera. Come spiegato nella pagina dedicata all'ecosistema
barriera corallina, un ruolo fondamentale nella vita dei coralli
è rivestito dalle zooxantelle, le micro alghe simbionti che
vivono nei tessuti. Senza un'illuminazione di qualità e di
quantità adeguata, le zooxantelle non sono in grado di fornire
al corallo risorse sufficienti a sopravvivere.
Quanto alla temperatura non
si pensi solo al riscaldamento: d'inverno un paio di riscaldatori
di adeguata potenza riescono a mantenere la temperatura in vasca
intorno ai 25° senza grossi problemi. Il dramma, tuttavia, si
presenta d'estate. In un acquario di barriera l'acqua non dovrebbe
avere una temperatura superiore ai 28-30° per periodi lunghi,
pena il rischio di perdere gran parte degli invertebrati. Molto
spesso d'estate non basta spegnere i riscaldatori ma occorre acquistare
un refrigeratore. Esistono apparecchi integrati che d'inverno riscaldano
l'acqua e d'estate la raffreddano.
Quanto al cibo, se in natura
pesci e invertebrati non hanno difficoltà a trovare di che
sfamarsi, in vasca dovremo essere noi a fornire il cibo. In una
vasca con una buona biodiversità, non sarà necessario
nutrire una ad una tutte le specie di invertebrati: in linea di
massima troveranno sostentamento da sole grazie alle sostanze disciolte
nell'acqua, residuo di processi biologici, oppure grazie agli "avanzi"
degli altri ospiti della vasca. In commercio esistono comunque prodotti
per l'alimentazione degli invertebrati. Occorre però fare
molta attenzione a non esagerare con i dosaggi, pena un inutile
e dannoso carico di sostanze organiche nell'acqua.
Infine il movimento dell'acqua.
E' importantissimo in mare. Lo è anche in acquario: ne hanno
bisogno soprattutto gli invertebrati per ossigenare i tessuti e
tenerli puliti dai sedimenti. In un'acqua stagnante gli invertebrati
rischiano letteralmente di soffocare. Un vigoroso movimento dell'acqua
è importante anche per favorire gli scambi gassosi tra aria
ed acqua. Per tutte queste ragioni, alla pompa principale che aziona
il filtro, quasi sempre è necessario affiancare un set di
pompe di elevata potenza destinate a ottenere un forte movimento
dell'acqua. L'ideale è alternare la direzione in modo da
simulare il flusso e il riflusso delle maree. A questo scopo in
commercio esistono speciali controller elettronici da applicare
alle pompe.
Infine un acquario di barriera
esige un ultimo fattore: il tempo. Regola d'oro è mai avere
fretta. Realizzare un ecosistema complesso ed equilibrato può
richiedere anche un anno. La vasca deve essere lasciata maturare
per almeno tre mesi prima di poter introdurre i primi invertebrati.
Nei mesi successivi va popolata sempre in modo graduale e tenendo
sotto controllo i valori dell'acqua.
Se si comprendono quali sono
i meccanismi biologici che stanno alla base di questo complesso
ecosistema, se si riesce ad allestire una vasca semplice e il più
possibile vicina al modello naturale e se, infine, non si avrà
fretta, non sarà difficile poter ammirare in salotto un acquario
di barriera esemplare. (a. s.)
Dicembre 2002
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