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| L'ecosistema
del reef |
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| Il
reef di Ras Mohammad, giugno 2002 - Foto di Stefano Milani - |
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Negli Oceani del
nostro Pianeta le barriere coralline sono comparse ben prima dei
dinosauri. La formazione della prima autentica sclerattinia, tuttavia,
risale ad un periodo successivo alla scomparsa dei giganteschi rettili
preistorici: circa 230 milioni di anni fa, in pieno periodo Triassico.
La maggior parte delle specie di coralli oggi conosciute si è
formata durante il periodo Giurassico, cioé tra i 210 ed
i 140 milioni di anni fa, probabilmente partendo dalla zona Caraibica,
dove ancora oggi si contano i fossili di corallo più antichi.
Le barriere coralline nel corso di milioni di anni, più volte
hanno rischiato lestinzione. I reefs che oggigiorno vengono
ritenuti i più antichi non hanno più di 10 mila anni,
ciò perché l'ultima era glaciale ha avuto un enorme
impatto sul livello degli oceani. Sul Pianeta l'altezza dei mari
ha cominciato a stabilizzarsi circa 6.000 anni or sono.
Durante tutti questi millenni, le barriere coralline hanno dato
vita alle più bizzare, colorate e complesse forme di vita
del Pianeta. Basta una maschera da sub per guardare sottacqua
e scoprire un universo sconosciuto. Un piccolo tratto di barriera
ospita centinaia di migliaia di specie animali: tutte insieme danno
vita al più complicato e affascinante ecosistema presente
sulla Terra.
Esistono silenziose battaglie bio-chimiche, tra animali che sembrano
statici e inermi, ma che invece sono capaci di "bruciare",
intossicare e infine soverchiare anche fisicamente alcuni "vicini"
di reef non altrettanto forti.
Esiste un ciclo naturale che permette ai coralli di non crescere
mai in maniera eccessiva, perché grazie all'azione incessante
di pesci predatori (come i pesci pappagallo e i pesci balestra)
ogni giorno tonnellate di reef vengono divorate, tritate e trasformate
in sabbia corallina. Dalle colonie danneggiate nascono nuovi rami
e tutto riprende daccapo.
La sabbia corallina diventerà dimora di colonie batteriche,
attive nella trasformazione delle sostanze nutritive disciolte nell'acqua
con il processo chiamato "nitrificazione", cioè
la trasformazione dell'Ammoniaca (il prodotto di scarto della digestione
di pesci e coralli) in Nitriti e successivamente in Nitrati, questi
ultimi, riassorbiti come nutrimento dalle alghe e dagli invertebrati
stessi.
Lo sviluppo di un reef è legato a molteplici fattori, primo
tra i quali la luce solare, intensissima ai tropici. La luce è
essenziale per molti invertebrati ermatipici: si tratta di specie
nei cui tessuti vivono alghe simbionti dette "zooxantellae".
La luce, dunque, grazie alle zooxantelle fornisce lenergia
indispensabile al processo di fotosintesi, dal quale l'invertebrato
trae buona parte dell'energia necessaria alla crescita e alla riproduzione.
Il resto dellenergia proviene dal nutrimento eterotrofo, ossia
dalla cattura di prede libere in acqua, come ad esempio il Plancton.
Coralli come Acropora, Montipora, Seriatopora, Stilopora ed altri
Sps (sclerattinie a polipo piccolo) sono da considerarsi tra i più
grandi predatori del Pianeta per la formidabile efficacia con cui
catturano il cibo grazie alle migliaia di minuscoli polipi provvisti
di nematocisti urticanti ed adesivi che ricoprono la superficie
del loro scheletro calcareo.
Molto meno bravi a cacciare, e quindi più dipendenti dalla
luce e dalle sostanze disciolte in acqua, sono invece gli Lps, sclerattinie
a polipo grande (Trachiphyllie, Fungie, Plerogyre, Favites ecc)
e gli Octocoralli o coralli molli, ermatipici.
Esistono comunque molti invertebrati anermatipici, ossia non in
possesso di alghe simbionti, quindi del tutto indipendenti dalla
luce ma completamente dipendenti dal nutrimento eterotrofo. Quest'ultimo
in natura, non esiste solo come Plancton vegetale (fitoplancton)
o animale (zooplancton), ma anche come "neve-oceanica"
cioé "sea snow": un misto di sedimento, larve,
batteri in sospensione portato dalle correnti.
Negli ultimi 50 anni lecosistema corallino, complesso ed antico,
è stato messo in pericolo da numerose attività umane.
Oggi oltre il 30 per cento dei reef è scomparso e un'alta
percentuale ogni anno segue la stessa sorte.
Tra le cause del disastro vanno ricordati leffetto serra,
gli idrocarburi, i fertilizzanti, la pesca intensiva ed abusiva
con dinamite, con il cianuro, con la corrente elettrica.
Il futuro dei reef è in parte legato al mondo dell'acquariofilia
marina. Grazie alla diffusione ed allo sviluppo di un mercato più
attento alla salvaguadia delle risorse naturali, l'acquariofilia
sta incentivando la nascita di centri di riproduzione per specie
marine tropicali in tutto il mondo.
Ciò ha molteplici effeti positivi: riduce nettamente l'impatto
sui reef del prelievo in natura di pesci e invertebrati destinati
agli acquari; contribuisce al ripopolamento e alla salvaguardia
dei mari; infine offre al mercato specializzato animali già
abituati alla vita in cattività, quindi più sani e
robusti. (g.b.)
Dicembre 2002
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