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| Riprodurre
i coralli in acquario |
di
Gianluca Bin e Claudio Rebonato
(foto Alberto Scapini e Claudio Rebonato) |
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| A sinistra talea di Acropora
nasuta, a destra altri esemplari. La crescita di queste Acropore
avviene sotto 6 tubi al neon. |
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L'importanza ecologica
della propagazione in acquario
Al giorno d'oggi la tecnica acquariologica,
frutto di decenni di ricerche e di sperimentazioni, permette anche
ad un "comune" acquariofilo di allevare, propagare e in
qualche caso persino di riprodurre coralli duri, tridacne, invertebrati
e talvolta anche pesci.
Purtroppo, spesso, l'acquariofilia marina è stata additata
come una delle attività umane maggiormente responsabili della
distruzione delle barriere coralline. Ciò è vero solo
in parte: oltre all'acquariofilia ci sono fenomeni legati alla presenza
umana che hanno un impatto ben più devastante sui reef di
quanto ne possa avere il prelievo di specie destinate al mercato
acquariofilo. Tuttavia anche in questo settore, grazie a nuove leggi
e restrizioni, la situazione sta lentamente migliorando. Resta il
fatto che la mortalità degli animali pescati e spediti a
decine di migliaia di chilometri è sempre tremendamente alta.
In questo senso la riproduzione in cattività di pesci e invertebrati
può essere la carta vincente per far crescere l'acquariofilia
marina salvaguardando al tempo stesso la barriera corallina. E'
dunque dovere d'ogni acquariofilo tentare di propagare i propri
invertebrati. Il fine potrebbe essere quello di dar vita a un "mercatino"
di scambio tra appassionati in modo da avere animali già
abituati alla vita in acquario e quindi più sani e più
forti.
Purtroppo nel nostro Paese, a differenza per esempio della Germania,
c'è poca sensibilità per questo tema, anche se qualcosa
sembra cominciare a muoversi grazie a pochi appassionati, a qualche
negoziante "illuminato" e ad alcune aziende del settore.
Propagare
il corallo duro
Per tutti coloro che hanno la fortuna di avere una vasca rigogliosa
ed intendono cimentarsi nella propagazione degli invertebrati bastano
pochi accessori:
- Una vaschetta
di plastica
- Una tronchese
dacciaio con le punte sottili
- Resina epossidica
bicomponente
Ecco come creare una talea
di corallo duro, per esempio di Acropora.
Prima di tutto dobbiamo scegliere un pezzo già molto ramificato
e al suo interno individuare il ramo che si desidera tagliare. Il
frammento da staccare non deve essere troppo piccolo ma di almeno
3-4 cm di lunghezza. Con la tronchese
d'acciaio, dobbiamo recidere il ramo alla base, agendo con estrema
delicatezza e prestando attenzione a non spezzarne altri.
Il ramo tagliato va posto nella vaschetta -foto
A- in cui abbiamo inserito un pò d'acqua dell'acquario.
A questo punto è meglio asciugarsi le mani. Quindi cominciamo
ed impastare i due componenti della resina fino ad ottenere un impasto
morbido e dal colore uniforme. La quantità di pasta sarà
scelta in base alle dimensioni della talea da incollare. Di solito
ne basta una pallina non più grande di una noce. -foto
B -
Ora infiliamo nella pallina di resina il rametto tagliato, facendo
bene attenzione a far aderire la resina su tutta la superficie di
base della talea.
Tenendo tra pollice ed indice la pallina con la talea, la fissiamo
su pezzetto di roccia, stendendo bene la resina in modo da ricavarne
una sorta di cono. -foto C-
A questo punto la possiamo sistemare dentro l'acquario.
Se tutto fila liscio, nel
giro di poche settimane la talea, superato lo choc, comicerà
a crescere. Si vedrà il tessuto estendersi verso il basso
fino a coprire la base di resina ed allo stesso tempo la punta (o
le punte) del rametto diventare bianche e allungarsi.
Con questo sistema un singolo frammento di Acropora può dar
vita ad una nuova ramificazione.
Tuttavia la nuova formazione difficilmente assumerà la conformazione
regolare, tonda (simile alla corolla di una rosa) tipica delle colonie
cresciute in natura. Per sviluppare un'Acropora di questo genere
sarà necessario, invece di conficcare il rametto in modo
verticale sulla resina, fissarlo in posizione orizzontale: tessuto
e nuove ramificazioni non si svilupperanno in una direzione prestabilita
ma potranno crescere secondo una forma più naturale.
Propagare il corallo molle
Propogare coralli molli quali
gli alcionacei è un'operazione alla portata di qualsiasi
acquariofilo con un minimo di nozioni di base. I due aspetti importanti
per una propagazione efficace sono la separazione della colonia
madre e il posizionamento del nuovo corallo su un substrato adeguato.
Il taglio sulla colonia madre deve essere effettuato con un bisturi,
con un cutter (tagliabalsa) o con una semplice lametta da barba.
Nel caso di un Sarcophyton occorre fare attenzione a non avvicinarsi
troppo al fusto dellinvertebrato ed effettuare il taglio partendo
dal bordo del "cappello" spostandosi verso il centro.
Il frammento così ottenuto darà vita ad un Sarcophyton
dalla forma alquanto irregolare. Se vogliamo invece ottenere un
aspetto più naturale dobbiamo affrontare un taglio più
"coraggioso": scindere il "cappello" dal tronco
con un taglio orizzontale. Nel giro di qualche mese, il tronco darà
vita ad un nuovo "cappello" circolare e il "cappello"
tagliato, una volta fissato in una nuova posizione, si trasformerà
in un nuovo Sarcophyton completo di tronco.
Per propagare invece una Cladiella sarà sufficiente reciderne
un "ramoscello". Prima di fissare il frammento, occorre
controllare che la "ferita" non entri in contatto con
altro materiale e che sia lambita da un deciso flusso d'acqua. Questaccorgimento
evita linsorgere dinfezioni.
Non ci dobbiamo spaventare quando il tronco di un corallo appena
inciso rilascia in acqua una sostanza lattiginosa. Nel caso ne fuoriesca
una quantità tale da minacciare la qualità dell'acqua
della vasca, a operazione terminata, sarà sufficiente aggiungere
al filtro una dose di Carbone attivo.
Per fissare frammenti di coralli molli non possiamo usare le resine
bicomponenti ma dobbiamo adottare altri sistemi. Eccone alcuni:
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Metodo dello
stuzzicadente
Una volta prelevato il pezzo, lo infilziamo poco sopra la base
con lo stuzzicadente e questultimo lo agganciamo per mezzo
di un elastico ad una roccia. Nel giro di pochi giorni, il frammento
si fisserà naturalmente al nuovo substrato.
-
Metodo
del contatto
Il metodo consiste nel sistemare una roccia a contatto con la
colonia madre. Quando linvertebrato vi avrà aderito
si potrà dividere la colonia con il bisturi. Dal pezzo
rimasto attaccato alla roccia si svilupperà una nuova
colonia che potremo posizionare in un'altra zona della vasca.
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Metodo libero
Consiste semplicemente nel sistemare il pezzo prelevato sul
materiale di fondo, facendo attenzione che non sia spazzato
via dalla corrente. Nel giro di pochi giorni linvertebrato
si fisserà alla sabbia corallina e potrà essere
spostato su di una roccia alla quale si fisserà spontaneamente.
Questo metodo non è apprezzato da molti acquariofili
perché ritengono che il corallo in questo modo sia più
esposto ad infezioni. Posso assicurare di non aver mai riscontrato
problemi di questo tipo.
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Metodo dell'Attak
Una volta staccato il frammento,
questo va asciugato accuratamente alla base. Si prende quindi
un pezzetto di roccia viva - asciugato in precedenza - sul quale
va posta qualche goccia di Attak. Quindi la base dell'invertebrato
va tenuta fissata con le dita alla roccia per almeno tre minuti.
A questo punto l'incollaggio, seppure precario, è sufficiente
a tenere in posizione il frammento. Ora l'invertebrato può
essere introdotto in vasca insieme alla roccia. Nei giorni successivi
si fisserà definitivamente in modo spontaneo.
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| Particolare ravvicinato
dei polipi della colonia madre che stanno ricresendo sulla parte
tagliata. |
Questi procedimenti possono essere
adottati per la quasi totalità dei coralli molli.
In un acquario maturo e ben equilibrato i coralli dimostrano una
impressionante capacità di rigenerazione delle ferite.
E consigliabile tuttavia lasciare alla colonia madre il
tempo necessario alla sua ricostruzione prima dintervenire
con una nuova scissione.
E doveroso ricordare che spesso i coralli si propagano da
soli e noi non dobbiamo far altro che osservare ammirati il fenomeno.
A tal proposito vanno citati i coralli del genere Pachyclavularia
e gli Actinodiscus: si riproducono da soli per scissione e sono
formidabili colonizzatori di rocce adiacenti. Se mantenuti in
condizioni adeguate si propagheranno a tal punto da diventare
infestanti.
Se la colonia del genere Pachyclavularia vive sul fondo, può
essere divisa con un taglio netto in molteplici punti e posizionata
in varie parti della vasca.
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| Riproduzione
di Sarcophyton. In basso a destra la madre. |
Agosto 2002
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