Chi simbatte in un cavalluccio marino
di solito rimane incuriosito e affascinato dallaspetto bizzarro
e "preistorico" di questi armoniosi pesci. Ma i pochi
appassionati (in Italia veramente pochissimi) che hanno avuto
la fortuna di osservare o allevare in acquario gli Hippocampus
zosterae, di certo saranno rimasti colpiti dalle loro dimensioni:
si tratta infatti di cavallucci "in miniatura": da adulti
raggiungono a stento i 4,5 centimetri di lunghezza, coda compresa.
Non è un caso che gli americani li chiamino comunemente
"dwarf seahorses", vale a dire appunto "cavallucci
nani".
Taglia a parte, un altro aspetto particolare che caratterizza
questa specie, aspetto piuttosto raro nei pesci marini, è
la relativa facilità con cui si riproduce in acquario.
Negli Stati Uniti i cavallucci nani vengono venduti anche nei
comuni negozi di animali e vengono allevati in piccole vasche
(a volte addirittura nelle classiche "bocce" per pesci
rossi) dotate di spartani filtri sottosabbia. Certo che per un
acquariofilo serio accettare lidea di tenere un pesce marino
in un acquario di capacità inferiore agli 80 litri è
di solito una vera e propria eresia. Ebbene, nel caso degli H.
zosterae, è quasi obbligatorio usare acquari molto piccoli
(dai 20 a 50 litri al massimo): solo in questo modo, infatti,
è possibile mantenere alta la concentrazione del cibo somministrato.
Gli H. zosterae infatti esigono di essere alimentati costantemente.
Un acquario di dimensioni contenute permette di garantire una
sufficiente alimentazione nonostante la naturale pigrizia dei
cavallucci che amano stare intere giornate aggrappati ad un appiglio
e che si spostano con riluttanza anche per alimentarsi: spesso
catturano il cibo solo quando gli passa davanti al muso.
Come quasi tutti i cavallucci marini, questa specie si nutre solo
ed esclusivamente di cibo vivo. Ciò, a differenza delle
specie più grandi, non rappresenta uno scoglio insormontabile:
fortunatamente il cibo adatto sia per gli esemplari adulti che
per i piccoli è costituito dai comuni naupli di Artemia
salina. Oppure anche da Rotiferi.
Rispettando poche regole, quindi, gli H. zosterae si rivelano
pesci relativamente facili da mantenere in acquario e capaci di
dare grosse soddisfazioni agli appassionati. Fra queste soddisfazioni
vi è senzaltro la riproduzione. Il corteggiamento
sinaugura con linseguimento della femmina da parte
del maschio. A volte i maschi "si confondono" e cercano
di accoppiarsi con esemplari dello stesso sesso. Quando un maschio
e una femmina hanno deciso che "si piacciono", inizia
una "danza nuziale" con tanto di strusciamenti e intrecciamento
delle code che può durare ore e che prosegue anche nei
giorni successivi.
Durante il corteggiamento i due cavallucci "vibrano"
luno verso laltro e si "illuminano": mentre
si tengono allacciati per le code, i loro manti si schiariscono
fino a diventare bianchi. Nel momento più opportuno, il
maschio apre il marsupio (comè noto i cavallucci
sono tra i pochissimi animali al mondo nei quali la gestazione
viene curata dal maschio) e la femmina vi introduce le uova. Lultima
fase è segnata da una particolare contorsione del maschio
che, in questo modo, assesta le uova fecondate allinterno
della sacca marsupiale. Dopo 10-18 giorni nascono i piccoli: perfettamente
formati, indipendenti e già in grado di cibarsi di naupli.
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| Un esemplare di H. zosterae morto
a pochi giorni dalla nascita. Come è evidente,
i cavallucci marini nani appena nati misurano pochi
millimetri. |
Il rituale dellaccoppiamento è
un comportamento affascinante che, ogni volta, fa tenere per ore
il naso appiccicato alla vasca per osservarne le evoluzioni. Gli
H. zosterae, al contrario di altri cavallucci (H. reidi, H. comes,
H. barbouri ecc.) non sono monogami e si danno parecchio da fare
per procurarsi numerose femmine. La cosa non dispiace affatto
ai proprietari che, nel giro di pochi mesi, possono vedere allargarsi
la piccola famiglia.
Gennaio 2003