In sintesi
Il nome sembra difficile ma il sistema è semplice e di
grande utilità. Si può anche costruire da soli.
Ecco di cosa si tratta. Una vasca aperta è soggetta ad
una consistente evaporazione che può giungere anche all'1-2
per cento dell'intero volume d'acqua. Ciò significa che
una vasca di 500 litri può perdere oltre 5 litri d'acqua
al giorno. L'osmoregolatore non è altro che un sistema
di rabbocco automatico dell'acqua evaporata, basato su una piccola
pompa, un sensore di livello e un serbatoio con l'acqua d'osmosi
necessaria al rabbocco.
Sottolineamo subito che l'acqua che evapora è acqua distillata
(i sali non evaporano) per cui quando andremo ad aggiungere ciò
che se ne è andato per evaporazione, dovremo ripristinare
il livello solo ed esclusivamente usando acqua d'osmosi. Se utilizzassimo
acqua salata, nel giro di breve tempo finiremmo per aumentare
vistosamente la densità dell'acqua.
Nel dettaglio
L'effetto dell'evaporazione dell'acqua in una vasca aperta si
presenta sia d'inverno che d'estate. Maggiore è la differenza
di temperatura tra l'acqua della vasca e l'ambiente in cui si
trova, maggiore sarà la percentuale di evaporazione. Se
per esempio d'inverno teniamo la vasca con l'acqua a 25° in
una stanza non riscaldata, possiamo essere certi che l'evaporazione
sarà talmente elevata da appannare i vetri delle finestre.
Con un tasso di umidità anche del 97-98 per cento. Viceversa,
d'estate, una vasca refrigerata con una temperatura sempre di
25° posta in un locale dove la temperatura supera i 30°,
avrà un'evaporazione più contenuta.
Il fenomeno dell'evaporazione ha due gravi ripercussioni: un effetto
sull'impianto idraulico ed un effetto sulle caratteristiche fisiche
dell'acqua. Se c'è evaporazione, naturalmente, cala il
livello dell'acqua in vasca. Con il passare dei giorni, se non
aggiungiamo acqua d'osmosi, le pompe degli accessori che si trovano
nel sump non avranno più un livello d'acqua sufficiente
per lavorare. Si bloccheranno e potrebbero anche bruciarsi. Il
sistema andrà in tilt e, senza circolazione d'acqua, nel
giro di poche ore pesci e invertebrati potrebbero morire per mancanza
di ossigeno.
Anche l'effetto sulle caratteristiche fisiche dell'acqua non è
da trascurare: l'evaporazione provoca un lento ma costante aumento
della salinità. L'effetto è meno devastante del
primo ma, a lungo termine, non può essere tollerato dagli
organismi.
Dunque per compensare l'evaporazione abbiamo due alternative:
o aggiungere ogni giorno alcuni litri d'acqua d'osmosi, oppure
attrezzarci con un semplice impianto automatico. Nel primo caso
avremo il fastidio di un'operazione giornaliera e un solo vantaggio:
il rabbocco quotidiano potrebbe essere l'occasione per somministrare
insieme all'acqua d'osmosi anche la Kalkwasser, ottima per la
crescita dei coralli duri.
Nel secondo caso possiamo acquistare un sistema già pronto
(sono piuttosto costosi) oppure tentare la via dell'autocostruzione.
In Internet non è difficile trovare lo schema per realizzare
un impianto del genere. Per costruirlo bastano: una pompa anche
di modestissima potenza (500 lt/h); un sensore di livello (o interruttore
galleggiante); una presa volante; una spina elettrica; un metro
di filo elettrico a due poli; tubo rigido per l'acqua; tubo flessibile
ed infine una piccola cisterna che ci servirà da serbatoio.
E' chiaro che più grande sarà la cisterna, maggiore
sarà l'autonomia dell'impianto automatico. L'interruttore
galleggiante si trova nei magazzini di materiale elettrico più
forniti, l'importante è che sia più piccolo possibile
e che possa sostenere l'amperaggio di lavoro della pompa senza
bruciarsi.
In definitiva si tratta di realizzare un elementare impianto elettrico
il quale attraverso l'interruttore galleggiante comanda l'accensione
e lo spegnimento della pompa. Quest'ultima va posta nel serbatoio.
Il tubo collegato alla pompa va posizionato in modo da versare
l'acqua nel sump. Un'avvertenza fondamentale: la bocca del tubo
deve sempre e assolutamente trovarsi ad un'altezza maggiore del
livello d'acqua del serbatoio dell'acqua d'osmosi, pena un inevitabile
allagamento. Nel sump posizioneremo anche l'interruttore galleggiante
e lo tareremo all'altezza desiderata. L'interruttore va sistemato
in un angolo tranquillo, lontano dal punto in cui il tubo di rabbocco
scarica l'acqua. Andrà tenuto pulito con periodici interventi
di manutenzione per evitare pericolose incrostazioni che potrebbero
pregiudicare il corretto funzionamento. Anche in questo caso l'effetto
è prevedibile: stanza allagata. Per lo stesso motivo è
assolutamente sconsigliato inserire l'interruttore galleggiante
nell'acquario: una lumaca o un qualsiasi organismo che decida
di "esplorarlo" rischierebbe di attivare l'impianto
di rabbocco automatico. Anche qui, l'allagamento è assicurato.
E' molto importante che tutti i collegamenti elettrici vengano
fatti a regola d'arte e sigillati con silicone. Con l'acqua salata
e la corrente elettrica non c'è da scherzare.
Un impianto del genere può avere tre varianti.
La prima. Se desideriamo essere più che certi che l'impianto
sia sicuro, invece di una normale pompa d'acquario possiamo utilizzare
una pompa da tanica a bassa tensione. Si trovano nei negozi di
campeggio, sono talmente piccole da passare dalla bocca di una
comune tanica e funzionano a 24 volts. Basta alimentarla con un
trasformatore di adeguato wattaggio e l'aspetto sicurezza sarà
garantito.
Seconda variante. In commercio esistono numerosi modelli di controller
elettronici che misurano la conduttività dell'acqua. La
conduttività è un parametro strettamente legato
alla densità. Tra questi modelli di conduttivimetri, alcuni
sono in grado di controllare l'accensione e lo spegnimento di
una determinata apparecchiatura, per esempio una pompa. Grazie
a questo accessorio è possibile realizzare un sistema che,
oltre a rabboccare l'acqua evaporata, è anche in grado
di correggere eventuali abbassamenti di densità. Accanto
al serbatoio d'acqua d'osmosi dovremo sistemare un serbatoio con
acqua a densità molto elevata. In questo inseriremo la
pompa collegata al controller: quando il sensore del conduttivimetro
posto nel sump registrerà un abbassamento della salinità,
metterà in azione la pompa.
Terza variante. Chi ripristina l'acqua d'osmosi nel serbatoio?
Anche questa operazione può essere resa automatica. Dobbiamo
montare l'impianto d'osmosi in prossimità del serbatoio
e collegarlo alla rete idrica attraverso un'elettrovalvola. Nel
serbatoio va inserito un secondo ulteriore interruttore galleggiante
che "informa" l'elettrovalvola quando il livello dell'acqua
d'osmosi è sceso e va quindi ripristinato.(a.s.)
Dicembre 2002