In sintesi
Dotare l'impianto di un sump, cioé di una vaschetta fisicamente
separata dalla vasca principale ma ad essa collegata idraulicamente,
è una scelta pratica e razionale. Nel sump possiamo installare
tutta l'attrezzatura necessaria senza dover, ogni volta, rimettere
mano all'arredamento dell'acquario. Anche le operazioni di manutenzione
vengono incredibilmente semplificate. Il sump è alloggiato
nel mobile sotto la vasca principale ed è collegato a questa
attraverso un pozzetto di tracimazione per la caduta dell'acqua
dall'acquario e attraverso un tubo di mandata collegato a un pompa
che rimanda l'acqua nella vasca principale.
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| Il sump (foto Claudio
Rebonato - vasca Sergio Girelli) |
Nel dettaglio
Il sump deve contenere un livello d'acqua di almeno 15-20 cm,
cioé quanto basta a innescare e far funzionare le pompe
durante il normale funzionamento dell'acquario. Nel caso il livello
sia troppo basso c'è il rischio che le pompe girino a secco
e si brucino.
Il volume della vaschetta filtri deve essere proporzionato alle
dimensioni della vasca, in genere va bene un 10-15 per cento del
volume dell'acquario. Ma nel progettare il volume del sump - come
vedremo di seguito - occorre tener conto anche di un altro aspetto:
deve contenere tutti i litri d'acqua che potrebbero scendere dalla
vasca principale in caso di guasto o black-out.
All'interno del sump vanno posizionati la pompa di ritorno in
vasca dell'acqua, la pompa che alimenta lo schiumatoio, i sensori
di livello dell'acqua, i riscaldatori e le sonde dei controllers.
Nel sump inoltre possiamo alloggiare la pompa del refrigeratore,
il reattore di Calcio (se il modello non è stagno) ed altri
accessori che si rendessero necessari. Da tutto ciò si
evince che più il sump sarà grande, meno problemi
avremo.
Nel valutare le dimensioni minime del sump - come abbiamo detto
- dobbiamo tenere presente una regola fondamentale: deve contenere
con ampio margine tutta l'acqua che scende dalla vasca principale
quando la pompa di mandata si ferma. Questo accorgimento ci consente
di evitare possibili allagamenti in caso di black-out o di guasto
alla pompa. Nel caso di un inconveniente alla pompa di mandata,
infatti, nella vasca principale l'acqua continua a scendere fino
a raggiungere il bordo superiore del pozzetto di tracimazione,
poi si ferma. Tutti questi litri vanno semplicemente a riversarsi
nel sump. In questo modo il rischio di allagamenti è praticamente
zero. Quando la pompa riparte, il livello dell'acqua si ristabilisce
automaticamente.
Per calcolare i litri esatti che potrebbero scendere nel sump
dalla vasca principale, basta misurare la differenza di livello
d'acqua a pompa spenta e a pompa accesa. La misura (difficilmente
sarà superiore ai 2 cm) va moltiplicata per la superficie
della vasca. In questo modo avremo il volume d'acqua che in caso
di black-out si sommerà a quello già presente nella
vaschetta. A questi due volumi aggiungiamo un'altra trentina di
litri come margine di sicurezza. Ecco dunque calcolato il volume
del sump.
Un altro accorgimento da prendere per evitare allagamenti è
di posizionare il sump esattamente sotto la verticale dei raccordi
in pvc che collegano il tubo di scarico e di mandata al fondo
della vasca. In questo modo eventuali perdite o sgocciolamenti
dei raccordi, cadranno nel sump senza creare alcun problema. (a.s.)
Dicembre 2002