Costruire un acquario - vasca di capacità superiore ai 200 litri

La foto non si riferisce ad un sistema di 200 litri, ma ad una vasca di capienza superiore – di Enzo Caretto –

Costruire un acquario da 200 litri aperto e dotato di sistema di tracimazione non è un’impresa impossibile ma richiede una certa esperienza sia nell’adoperare il silicone che nel maneggiare lastre di cristallo di una certa grandezza.
Sbaglia chi si illude di risparmiare danaro scegliendo la strada dell’autocostruzione: se ci si accontenta di una comune vasca di misure e di architettura standard, sicuramente si spenderà molto meno acquistandola già pronta in un negozio specializzato. Non ci credete? Provate a chiedere a un vetraio i prezzi delle lastre di cristallo da 15 millimetri. E dei relativi fori. Senza contare che realizzare una vasca da soli comporta un impegno della durata di più giorni ed una battaglia continua contro il silicone che, nonostante tutte le attenzioni, riuscirà ad imbrattare e ad attaccarsi anche dove non immaginate.
Qual’è, dunque, il vantaggio del fai-da-te? L’autocostruzione ci offre la possibilità di creare un impianto disegnato esattamente sulle nostre esigenze e – fantasia permettendo – anche di sperimentare qualche soluzione innovativa.
Senza contare l’aspetto più importante: il piacere di costruire un acquario da soli.

Tengo a sottolineare che in questo articolo non illustro “LA” tecnica per costruire un acquario ma spiego i metodi che ho adottato e che io uso da anni per realizzare in casa vasche di differenti dimensioni ed architetture.
Non intendo insomma presentare un vero e proprio progetto ma intendo offrire un’insieme di spunti e soluzioni per realizzare da soli una vasca “tipo”. Una volta compresa la tecnica, ciascuno poi potrà apportare a questa vasca le modifiche che meglio ritiene. L’unico accorgimento che suggerisco è di intraprendere l’impresa sulla base di un progetto cartaceo preciso. Ciò serve ad evitare di incontrare – magari a metà dell’opera – un problema imprevisto e insormontabile

La nostra vasca “tipo” avrà una capienza netta di 200 litri. Sarà alta 50 cm, lunga 100 e larga 50. Il sump invece sarà alto 33 cm, lungo 35 e largo 33.

Per cominciare vediamo l’occorrente.

Costruire un acquario – logistica

  1. Una stanza dove poter lavorare in tranquillità senza il timore di imbrattare di silicone pavimenti o tappeti. La stanza deve essere ben illuminata e secca. Se si lavora d’inverno dev’essere riscaldata almeno a 18°;
  2. Due cavalletti in legno da muratore oppure un tavolo robusto;
  3. Una fetta di nylon da porre sopra il tavolo e sul pavimento per evitare di sporcare ovunque con il silicone;
  4. Un cestino di rifiuti piuttosto grande con sacchetto all’interno. Va benissimo anche un comune secchio.

Costruire un acquario – attrezzatura e utensili

  1. Giornali vecchi;
  2. Due rotoli di nastro adesivo da carrozziere (uno alto un paio di cm e l’altro 4-5);
  3. Un rotolo di nastro adesivo da pacchi;
  4. Qualche rotolo di carta assorbente da cucina oppure di carta igienica;
  5. Un paio di confezioni di lamette da barba del tipo vecchio (piatto con i due bordi opposti taglienti);
  6. Una bottiglia di alcool;
  7. Una bottiglia di diluente;
  8. Una pistola per silicone;
  9. Un taglierino con lamette di ricambio;
  10. Un seghetto da ferro;
  11. Un doppio decimetro e un righello lungo almeno 70 – 80 cm;
  12. Un pennarello nero indelebile a punta sottile;
  13. Costruire un acquario – squadretteTre squadrette metalliche con morsetti del tipo usato per realizzare le cornici dei quadri;
    (nella foto le squadrette con morsetti che useremo per tenere in posizione le lastre durante la siliconatura)

     
  14. Costruire un acquario – spatole in plexiglas sagomateDue spatoline in plexiglas sagomate (più avanti spiegheremo come costruirle);
     
  15. Una spatola d’acciaio piccola;
  16. Guanti in lattice da lavoro;
  17. Una pinza da idraulica.

Costruire un acquario – materiali

  1. Cinque lastre di vetro (di cui una con due fori) per l’acquario vero e proprio (vedi più avanti le misure);
  2. Cinque lastre di vetro per il sump (vedi più avanti le misure);
  3. Due o tre cartucce di silicone nero per acquari;
  4. Un tubetto di colla speciale per Pvc;
  5. Raccorderia in Pvc (n¡ 1 curva a 90¡ da 20 mm; n¡ 3 curve a 90¡ da 32 mm; n° 2 curve a 45° da 20 mm; n¡ 1 flangia da 33 mm; n¡ 1 flangia da 42 mm). Attenzione che, in base alla sistemazione finale dell’impianto, il numero delle curve necessarie per collegare l’acquario al sump potrebbe essere maggiore;
  6. Due rubinetti in Pvc (uno per tubo da 20 mm e l’altro da 32 mm);
  7. Un paio di metri di tubo in Pvc da 20 e da 32 mm;
  8. Un rotolo di nastro in teflon da idraulica.
Costruire un acquario – spatoline plexiglas

Spatoline in plexiglas da 2 e 15 mm

Realizzare le spatoline in plexiglas che serviranno per stendere il silicone è semplicissimo.
Servono due ritagli quadrati di plexiglas da 4-5 cm di lato, un compasso, un pennarello indelebile a punta sottile, un archetto da traforo e un pezzo di carta vetrata di grana sottile (almeno 120). Prendiamo il primo ritaglio di plexiglas e con il compasso tracciamo su uno degli angoli un semicerchio del diametro di 15 mm. Ripassiamo il segno con il pennarello indelebile e quindi ritagliamolo con l’archetto da traforo. Il taglio deve essere perfettamente curvo e privo di slabbrature. Rifiniamolo con la carta vetrata. Anche i due lati dritti devono essere perfettamente piani.
Ripetiamo esattamente l’operazione sull’altro pezzo di plexiglas ma questa volta tracciamo un semicerchio di soli 2 mm.

Costruire un acquario – vetri

Esistono delle precise tabelle per scegliere lo spessore dei cristalli in base alla lunghezza della vasca e all’altezza dell’acqua. Lo spessore  un dettaglio importantissimo sul quale non val proprio la pena di lesinare: risparmiare qualche euro oggi, significa domani avere un acquario che rischia di cedere con il tempo oppure a causa di una sollecitazione imprevista. Per una vasca delle dimensioni che abbiamo indicato, lo spessore ideale  di 10 mm per le pareti e 15 mm per la lastra di fondo. Invece per il sump sono sufficienti 8 mm per il fondo e 5 per le pareti.

Nelle vetrerie possiamo trovare due tipi di cristallo: il cristallo normale (su spessori significativi presenta una dominante verdastra) e l’extrachiaro (anche su spessori importanti rimane perfettamente trasparente). Il secondo, naturalmente, costa molto di pi. Per i limitati spessori sui quali lavoriamo nel nostro caso – a mio avviso – non val la pena di scegliere l’extrachiaro.

Costruire un acquario – misure lastre

– Sump:
1 lastra per il fondo (spessore 8 mm) da cm 31,5 x 33,5;
2 lastre per i lati corti (spessore 5 mm) da cm 31,5 x 33;
2 lastre per i lati lunghi (spessore 5 mm) da cm 35 x 33.

– Vasca grande:
1 lastra per il fondo (spessore 15 mm) da cm 97,5 x 47,5;
2 lastre per i lati corti (spessore 10 mm) da cm 47,5 x 50;
2 lastre per i lati lunghi (spessore 10 mm) da cm 100 x 50. Su una delle due lastre lunghe il vetraio deve praticare due fori da 35 e 45 mm di diametro come illustrato di seguito.

Costruire un acquario – fori

Gli appassionati più attenti e precisi noteranno che le misure sopra indicate non consentono alle lastre di combaciare perfettamente in modo da formare un parallelepipedo. Non si tratta di un’imprecisione ma di una scelta voluta: tenere alcuni vetri qualche mm più corti del dovuto ci consente di avere tra le lastre lo spazio necessario per iniettare uno strato di silicone che, come vedremo tra un attimo, renderà la vasca più elastica e resistente.

Ecco lo schema dei fori:

 

Costruire un acquario – metodi incollaggio

Costruire un acquario – cordolo di silicone

Due lastre sui bordi delle quali è stato steso il piccolo cordolo di silicone che servirà da spessore. Il giorno successivo andrà sagomato accuratamente con la lametta

Il segreto per avere un assemblaggio resistente ed allo stesso tempo elastico  fare in modo che, sulle giunture, le lastre non appoggino direttamente una sull’altra ma restino separate da uno strato di silicone spesso qualche millimetro. Ciò conferisce grande elasticità alla vasca ed evita fratture perché il più piccolo movimento o la minima flessione di ogni singola lastra viene assorbita dal “cuscinetto” di collante. Ma come si fa a tenere distanziate di qualche millimetro le lastre durante l’incollaggio?

Abbiamo due possibilità:

  1. Prima dell’incollaggio vero e proprio stendiamo dei brevi tratti di cordoli di silicone sul bordo di ciascuna lastra e li lasciamo seccare per una giornata. Una volta seccati li sagomiamo con una lametta in modo da ricavarne una specie di piccola lasagna lunga un paio di cm e alta 4-5 mm. Questo sistema va bene soprattutto se si lavora con lastre di vetro di scarso e medio spessore.
  2. L’altra soluzione  tenere distanziate le lastre con degli spessori: per esempio un listellino di legno alto pochi mm oppure un pezzo di Pvc dell’altezza desiderata. Gli spessori vanno infilati tra le lastre perpendicolarmente. Una volta che la vasca  stata incollata e che il silicone si  seccato, gli spessori vanno sfilati e il foro che rimane va riempito con una piccola “iniezione” di silicone. Questo sistema è indicato per lastre con oltre 10 mm di spessore.

Costruire un acquario – incollaggio lastre sistema intrusione

Per la siliconatura esistono due tecniche: incollaggio per estrusione oppure per intrusione.

  1. Il metodo dell’estrusione prevede di stendere un bel cordolo di silicone su entrambe le superfici da incollare e, successivamente, di mettere in posizione le lastre. Il silicone in eccesso, schiacciato, uscirà dai bordi e verrà facilmente eliminato con le spatole sagomate.
  2. Se preferiamo il sistema dell’intrusione dobbiamo mettere in posizione le lastre fissandole con il nastro da pacchi e tenendole distanziate tra loro. Quindi con la pistola si dovrà iniettare il silicone nelle fessure. Anche in questo caso, il collante in eccesso verrà tolto subito dopo con le spatole sagomate.

Quale metodo  da preferire? Dipende dalle situazioni. Per vasche medie e piccole le cui lastre si possono maneggiare con facilità, consiglio l’estrusione. Per vasche di dimensioni notevoli e pesanti  senza dubbio necessario incollare per intrusione.

Sempre in tema di siliconatura c’è da prendere in considerazione un’altra opzione: lasciare silicone all’interno degli angoli oppure lasciare il collante solo tra le due superfici d’appoggio delle lastre?

Costruire un acquario – siliconatura 2 metodiSono convinto che se il silicone  di ottima qualità e l’incollaggio viene effettuato a regola d’arte, sia assolutamente inutile lasciare uno strato di silicone per riempire gli angoli delle pareti laterali: non assicura nessuna tenuta in pi ed è brutto da vedere. Semmai uno strato di silicone – e piuttosto alto – va lasciato nei quattro angoli costituiti dall’unione della lastra di fondo con le lastre laterali. Oltre ad assicurare un incollaggio più affidabile in uno dei punti pi critici, ci renderà pùi semplice le operazioni di pulizia della vasca quando si tratterà di togliere la sabbia.

Costruire un acquario –  la vasca  vista dall'altoCome vanno assemblati i vetri laterali rispetto al fondo? Qui si possono trovare opinioni contrastanti. C’è chi sostiene che le pareti della vasca vanno incollate attorno alla lastra del fondo e chi, al contrario, ritiene fondamentale montarle sopra la lastra del fondo. Sono convinto che l’architettura più affidabile sia la prima. Anche da un punto di vista estetico.
Quanto invece al rapporto tra i vetri laterali, i lati lunghi devono appoggiare sui due lati corti in modo da coprirne i bordi.

Ecco nello schema seguente come vanno montate le lastre laterali. La vasca  vista dall’alto.

 

Costruire un acquario – preparazione siliconatura

Naturalmente prima di passare all’incollaggio vero e proprio, occorre un lungo lavoro di preparazione. Pi sarà accurata questa operazione, più il lavoro finale risulterò pulito e preciso. Per cominciare  fondamentale lavare e sgrassare i bordi delle lastre che andranno incollati. Si puo’ dare una prima pulita con il diluente e poi rifinire il lavoro con l’alcool. Infine  necessario strofinare più volte con la carta assorbente da cucina finchò il vetro non sarà perfettamente sgrassato e, ad ogni passata, la superficie “cigolerà”. Attenzione che le parti lavate non vanno più toccate con le mani nude: il sottile strato di grasso sempre presente sulla pelle, rischia di ungere le lastre e compromettere la tenuta del collante.

Se decidiamo che per mantenere le lastre distanziate in fase di incollaggio utilizzeremo il primo metodo illustrato (spessori di silicone) l’operazione che abbiamo spiegato andrà eseguita il giorno precedente a quello dell’incollaggio vero e proprio.
Il giorno dell’incollaggio dobbiamo “mascherare” le lastre di cristallo con il nastro da carrozzieri e i giornali per evitare che il silicone, oltre che nei punti d’incollaggio, finisca ovunque. Prendiamo il doppio decimetro, il pennarello indelebile e il righello lungo. Cominciamo con la lastra di fondo. Visto che il fondo della vasca non sarà mai visibile, perchè coperto dalla sabbia,  meglio lasciare una buona sezione di silicone: un angolo di 15 mm sarà sufficiente.

Costruire un acquario – incollaturaSu uno dei lati corti, dunque, tracciamo con il pennarello indelebile una linea che dista 15 mm dal bordo: la misura corrisponde alla larghezza dello strato di silicone che intendiamo lasciare nell’angolo a incollatura finita. Passiamo poi a segnare la prima lastra laterale. Sceglieremo la lastra del lato corto. Anche in questo caso tracciamo con il pennarello indelebile una linea equidistante dal bordo. Ma attenzione: visto che la lastra va appoggiata lateralmente su quella del fondo, quando calcoliamo la distanza tra la linea da tracciare con il pennarello e il bordo, dovremo utilizzare un misura pari all’angolo di silicone (15 mm) più lo spessore della lastra del fondo (altri 15 mm). In totale la linea dovrà dunque distare dal bordo 30 mm.

Costruire un acquario – mascheraturaOra prendiamo il nastro da carrozziere largo e stendiamolo a circa 15 mm di distanza dalla linea che abbiamo appena tracciato (il 1° nel disegno seguente). Se con il silicone temiamo di essere un po’ pasticcioni, attacchiamo pure un’altra striscia di nastro accanto alla prima (2°). Quindi prendiamo il nastro più stretto (3°) e attacchiamolo esattamente lungo la linea tracciata con il pennarello in maniera che il nastro da un lato combaci con questa linea e dall’altro si sovrapponga allo strato di nastro più largo già posizionato. Più avanti capiremo il perchè i due nastri vanno sistemati secondo questa sequenza. I nastri vanno attaccati sui bordi di entrambe le lastre da incollare. E’ buona norma fissare uno strato di nastro (4°) anche lungo il bordo che si trova al lato opposto a quello dove stenderemo il silicone.

Costruire un acquario – mascheratura nastro

Una corretta mascheratura della lastra di fondo con tre giri di nastro. In questo caso sono stati preparati per l’incollaggio due lati.

Se non solo temiamo di essere pasticcioni ma pensiamo addirittura di poter combinare autentici disastri con il silicone, consiglio a questo punto di coprire con la carta da giornale (fissata con il nastro da pacchi) l’intera parte della lastra che non verrà incollata: si perderà qualche minuto di tempo ma la pulizia di un vetro imbrattato di silicone ce ne porterebbe via molto di più. Se invece ci sentiamo esperti e sicuri, sono sufficienti le mascherature lungo i bordi.

Costruire un acquario – lastra e squadrette

Ecco come vanno fissate le squadrette sulle lastre. I morsetti non vanno stretti in modo eccessivo. Per rendere più visibile l’esempio, non è stato attaccato sul vetro il nastro di carta

Ora si tratta di mettere in posizione le lastre. Prendiamo la lastra di fondo e mettiamola sul tavolo o sui cavalletti in modo da lasciare sporgente il lato corto da incollare. A questo punto ci servono le due squadre di metallo con morsetti per cornici. Fissiamo due squadre agli estremi della lastra di fondo sul lato dove dovrà essere incollata la lastra laterale.

Consiglio di mettere sopra le ganasce dei morsetti uno strato di plastica o di gomma per evitare, chiudendoli con forza, di scheggiare il vetro. Mettiamo in posizione le due squadre sugli angoli senza tirare molto i primi due morsetti. Apriamo completamente gli altri due morsetti ed infiliamo verticalmente la lastra laterale nelle due squadre.

 
Costruire un acquario – due lastre e squadrette

Un esempio realizzato con due lastre di una vasca piccola

Ora tiriamo leggermente questi ultimi due morsetti, quanto basta per tenere saldamente la lastra in posizione verticale.

A questo punto dobbiamo tarare esattamente la posizione della lastra verticale, tenendo conto sia della messa in squadra, sia dello spessore di silicone che vogliamo lasciare tra le due lastre: 3-4 mm sono sufficienti. Tarato il tutto, stringiamo con forza tutti e quattro i morsetti e ricontrolliamo la situazione.

Quando siamo sicuri che tutto è perfetto, diamo un’ulteriore stretta ai due morsetti che fissano le due squadre alla lastra di fondo e allentiamo un po’ gli altri due. In questo modo possiamo sfilare la lastra verticale dalle due squadre ma avremo comunque stabilito la posizione precisa in cui verrà posizionata durante l’incollaggio.

 

Costruire un acquario – incollaggio

A questo punto dobbiamo prepararci per la siliconatura vera e propria: una volta iniziata l’operazione, avremo pochi minuti a disposizione (il silicone secca completamente in 24 ore ma a contatto con l’aria comincia a polimerizzare subito) e dobbiamo tenere quindi presente che ci sarà concesso commettere ben pochi errori. Meglio tenere a portata di mano la carta assorbente da cucina, le spatoline sagomate e il cesto con il sacchetto di plastica. Proviamo più volte a mettere in posizione e a togliere la lastra verticale sulle due squadre aprendo e chiudendo i morsetti, simulando l’operazione che dovremo fare per posizionarla una volta steso il silicone. Quando ci sentiamo sicuri della manovra, appoggiamo la lastra laterale sul tavolo e infiliamo i guanti. Tagliamo la punta della cartuccia di silicone ad angolo in modo da ottenere un ugello diagonale con un’apertura di 4-5 mm. Stendiamo un cordolo di silicone lungo il bordo della lastra di fondo. Facciamo altrettanto con la lastra laterale.

A questo punto afferriamo in maniera molto salda la lastra laterale e tenendola in posizione verticale infiliamola nelle squadrette. Stringiamo i due morsetti che la bloccano: la lastra andrà da sola a sistemarsi nella posizione stabilita durante la taratura. Controlliamo che nello strato di silicone non siamo rimaste bolle d’aria. Nel caso ci siano, senza timore di pasticciare, infiliamo la spatola d’acciaio tra le due lastre e cerchiamo di eliminarle. Se serve, spremiamo nella fessura dell’altro silicone con la pistola. Controlliamo che la lastra sia posizionata in maniera perfetta ed allineata con l’altra nel modo corretto. Uno sbaglio in questa fase non potrà più essere corretto. Ora prendiamo la spatolina in plexiglas da 15 mm e, utilizzando la parte piatta, passiamola sull’angolo esterno delle due lastre per togliere il silicone di troppo.

Saranno necessarie numerose passate sempre più energiche. Ogni volta puliamo bene la spatola con la carta assorbente e, questa, cestiniamola subito per evitare di imbrattare in giro (creare disastri con il silicone risulta incredibilmente facile…). Non preoccupiamoci del tratto di bordo coperto dalle due squadre: lo puliremo con la lametta una volta che il silicone sarà secco.

Passiamo ora all’angolo interno. Cerchiamo di capire se il silicone  sufficiente oppure no. Eventualmente aggiungiamone con la pistola. Poi giriamo la spatola dalla parte arrotondata e cominciamo a stendere il collante, asportando quello in eccesso. Se la mascheratura con il nastro di carta  stata realizzata a dovere, la curvatura della spatola coinciderà perfettamente con i bordi del nastro e quindi con il profilo curvo che dovrà assumere il silicone. Passiamo più volte la spatola tenendola perpendicolare alle lastre, sempre nella stessa direzione ed ogni volta con maggior decisione. Anche in questo caso, ad ogni passaggio, la spatola va pulita con la carta in maniera accurata. L’operazione deve continuare fin quando l’angolo di silicone non sarà omogeneo e ben sagomato. Lasciamo stare il tratto di bordo coperto dalle due squadre: lo potremo rifinire il giorno successivo con la lametta.

Adesso ci possiamo riposare e ripulire dal silicone. Chiudiamo il beccuccio della cartuccia con il nastro adesivo in modo da sigillarlo perfettamente. Aspettiamo una decina di minuti, non di più. Poi afferriamo il capo del nastro di carta che abbiamo posizionato per ultimo (quello più vicino al bordo siliconato) e tiriamolo verticalmente in modo lento ma deciso. Se il lavoro  stato fatto a regola d’arte, il nastro (che come si ricorderà è stato posto al di sopra degli altri due) dovrebbe venir via senza strappare gli altri nastri e, soprattutto, senza slabbrare il bordo di silicone. Una volta tolto tutto il primo giro di nastro dovrebbe rimanere un’incollatura dai margini precisi. Lasciamo pure gli altri strati di nastro sulla lastra: li toglieremo il giorno successivo.

In questa fase, concesso qualche piccolo intervento correttivo nel caso si fossero verificate piccole sbavature di silicone ma è necessario intervenire con estrema attenzione. Se si tratta di imperfezioni gravi è meglio lasciare asciugare il silicone e, il giorno successivo, toglierlo solo dal punto dove si è verificata la sbavatura e quindi incollare di nuovo. Altrimenti si puo’ intervenire con la spatola d’acciaio inumidita (o con un dito) dopo averla bagnata per evitare che il silicone si attacchi.
Una volta terminato l’incollaggio, le due lastre vanno lasciate in posizione sui morsetti per 24 ore. Il giorno successivo si possono togliere i due morsetti e tutte le mascherature rimaste. Se sotto il silicone rimane qualche frammento di nastro, si interverrà alla fine. Prima di spostare le due lastre incollate è meglio rimettere in posizione almeno una delle due squadrette, altrimenti la lastra verticale che corrisponde al lato corto della vasca (per ora incollata solo su un bordo) potrebbe oscillare in modo eccessivo e staccarsi.

Possiamo ora procedere all’incollaggio del lato corto opposto. La procedura, naturalmente, sarà identica. Una volta che sarà seccata anche questa siliconatura, la costruzione (che ora avrà la forma di una “U”) va appoggiata su un fianco.

Costruire un acquario – incollatura lato lungoOra si può procedere all’incollaggio del primo lato lungo. Ecco, visto da sopra, come va fissato rispetto al lato corto:

In questo caso dovremo mascherare i tre bordi della lastra laterale lunga e i tre delle lastre già assemblate. Per quanto riguarda la mascheratura nell’angolo tra la lastra di fondo e la lastra laterale (dove lasceremo il solito strato di collante di 15 mm) la procedura è identica alla precedente. Invece nell’angolo tra i lati corti e il lato lungo (vedi disegno sopra), non andrà lasciato silicone: il collante dovrà rimanere solo sulla superficie di contatto tra le due lastre. Ciò significa che, nella fase della mascheratura, sulla lastra lunga bisognerà tenere conto solo dello spessore del vetro dell’altra lastra (10 mm) aumentato di un paio di mm (10 mm + 2 mm = 12 mm) mentre sulla lastra del lato corto il nastro potrà essere fissato a un paio di mm dal bordo. Le squadrette vanno montate, naturalmente solo sui due angoli superiori delle lastre dei lati corti. Occorre prestare molta attenzione quando si appoggia la lastra laterale sopra le altre: un movimento poco accorto potrebbe farla scivolare dai bordi dei due lati corti sui quali appoggia e mandarla in frantumi. Nel caso di vasche molto piccole (per esempio il sump) è meglio fare il contrario: lasciare sul tavolo la lastra laterale, siliconare e quindi appoggiarvi sopra le altre tre lastre già incollate tra loro. In questo modo non servirà neppure usare le squadre con i morsetti.

Prima di passare all’incollaggio vero e proprio, conviene sempre fare più prove a secco. Una volta steso il silicone, per togliere l’eccedenza di collante tra le lastre laterali utilizzeremo la spatola da 2 mm mentre per l’angolo della lastra di fondo useremo la spatola da 15 mm.

Come abbiamo detto, le operazioni di mascheratura e incollaggio ricalcano le precedenti, ovviamente perché ogni volta che la futura vasca si arricchisce di una nuova lastra, sarà un po’ più complesso lavorare all’interno con il righello, il nastro e il collante. Insomma, ci dovremo rassegnare a fare qualche contorsione.

Costruire un acquario – finiture

Una volta terminato l’assemblaggio di tutte e cinque le lastre,  consigliabile aggiungere del silicone dentro la vasca all’interno dei quattro spigoli formati dalla lastra di fondo. Basta spremere qualche goccia fino a riempire l’angolo e stenderla con il pollice inumidito. Terminata anche questa operazione, occorre rifinire il lavoro con il taglierino e le lamette per togliere tutte le sbavature di silicone rimaste. Se avremo lavorato in modo accurato, dovrebbe essere un’operazione semplice e veloce. Per evitare di segnare il cristallo, la lametta va sostituita non appena il bordo presenta seghettature o denti. Per togliere i residui di collante, sconsiglio vivamente l’uso degli appositi solventi per silicone: si rischia di compromette la tenuta degli incollaggi. Le ultime ombre di silicone si possono invece eliminare con uno straccio imbevuto d’alcool, strofinando il vetro energicamente.

Realizzata la vasca principale sarà uno scherzo montare – con le stesse procedure – anche il piccolo sump. Le modalità sono identiche.

Costruire un acquario – raccordi Pvc

Costruire un acquario – impiantoI raccordi in Pvc ci servono per realizzare l’impianto idraulico vero e proprio. Ecco l’architettura dell’impianto:

Per incollare tubi e raccordi è necessario impiegare l’apposita colla per Pvc: qualsiasi altro prodotto non darebbe sufficienti garanzie di tenuta. Tanto meno il silicone. Le superfici da incollare vanno sgrassate e carteggiate. La colla asciuga in fretta ed una volta stesa e uniti i pezzi è molto difficile rimediare ad eventuali errori. I tubi si possono tagliare agevolmente con il seghetto da ferro.
Nei fori esistenti sulla lastra posteriore vanno fissate le due flange. La parte filettata va all’esterno, la guarnizione all’interno. Prima di avvitare la ghiera arrotoliamo sulla filettatura qualche giro di nastro di teflon. Stringiamo forte con una pinza da idraulica. Sulla flangia di scarico, dalla parte che dà sull’interno della vasca, fissiamo una curva a 90° con la bocca rivolta verso l’alto: sarà il foro di scarico a tracimazione della vasca. Il bordo superiore regolerà il livello dell’acqua nell’acquario.

Costruire un acquario – flangia bSe vogliamo un livello più alto, basterà infilare nella curva un pezzo di tubo dell’altezza desiderata. Per evitare che l’acqua trascini nello scarico qualche ospite della vasca, sopra o attorno al tubo possiamo fissare della rete di plastica da giardinaggio.

Sulla flangia di mandata, invece, incolliamo uno spezzone di tubo di Pvc lungo un paio di cm al termine del quale applicheremo le due curve da 45°

Costruire un acquario – flangia aLe curve non vanno incollate tra loro ma solo fissate con un pezzo di tubo di 3-4 cm attorno al quale mettiamo del nastro di teflon. Lo stratagemma ci consente di avere un tubo di mandata con il getto regolabile nella direzione che ci farà più comodo. Consiglio, una volta allestito tutto l’impianto, di non lasciare la bocca del tubo di mandata sotto il livello dell’acqua: in caso di black out si trasformerebbe in un tubo di scarico e svuoterebbe la vasca fino al livello al quale riesce a pescare. Sconsiglio, per ovviare a questo inconveniente, l’uso di una valvola di non ritorno: riduce la potenza della pompa e per garantire affidabilità richiede una pulizia costante. La soluzione più semplice e sicura, ripeto, è lasciare la bocca del tubo di mandata leggermente sopra il livello dell’acqua.

Passiamo all’esterno della vasca. Sulla flangia di mandata fissiamo con la colla una curva di 90° e sull’altro lato di questa un pezzo di tubo da 20 mm di 10-15 cm di lunghezza. Sul tubo va incollato il rubinetto in Pvc da 20 mm. Attenzione a non imbrattare con la colla la filettatura del rubinetto. All’uscita del rubinetto incolliamo un altro tratto di tubo da 20 mm. Questo dovrà finire perpendicolarmente nel sump e ad esso andrà collegata la pompa di mandata.

Anche sulla flangia di scarico fissiamo con la colla una curva di 90° e sull’altro lato di questa un pezzo di tubo da 32 mm lungo pochi cm. Sul tubo va incollato il rubinetto in Pvc grande. All’uscita del rubinetto incolliamo un altro pezzo di tubo da 32 mm lungo 30-40 cm che scende in verticale. A questo punto, con un altro paio di tratti di tubo da 32 mm e un paio di curve a 90° dovremmo raggiungere il sump. Qui è inutile indicare le lunghezze precise dei tubi e il numero delle curve necessarie perché dipenderà dalle misure del mobile destinato ad ospitare l’impianto. Il tubo di scarico può anche avere due o tre curve, il tubo di mandata deve essere posizionato il più verticale possibile sul sump, senza curve per non far perdere potenza alla pompa.

Costruire un acquario – collaudo e lavaggio

Quando vasca, sump e raccorderia saranno terminate, prima di posizionare il tutto in modo definitivo, sarà opportuno attendere un paio di giorni affinché silicone e colla per Pvc siano perfettamente secchi. Quindi dobbiamo collaudare l’impianto: basta riempirlo d’acqua e farlo girare con una pompa posta nel sump per almeno 24 ore. Questa operazione servirà a disciogliere anche eventuali residui di sostanze tossiche dovute alla lavorazione: il risultato sarà ancora migliore se buttiamo nell’acqua qualche pugno di sale da cucina.

Non c’è da spaventarsi se durante il collaudo scopriamo qualche piccola perdita nel silicone: anzi pi grossa sarà la “falla” e più facile sarà rimediare. L’importante  individuare esattamente il punto e segnarlo con il pennarello. Poi svuoteremo la vasca e con il taglierino cercheremo di allargare quanto pi possibile la “falla”. Quindi lasceremo asciugare il tutto (magari aiutandoci con un phon) e a questo punto praticheremo una iniezione di silicone.
Anche nei raccordi in Pvc qualche iniziale gocciolamento può essere normale. Di solito l’acqua salata “tappa” da sola eventuali piccole imperfezioni nel giro di qualche ora. Se ciò non accade, occorre chiudere meglio con la pinza le ghiere filettate oppure bloccare le perdite con la colla per Pvc dopo aver asciugato accuratamente il raccordo che dà problemi.
Il giorno successivo rifaremo il collaudo. Ad operazione terminata, prima di riempire definitivamente l’acquario con l’acqua salata, sarà meglio sciacquarlo con molta cura.

INFO ARTICOLO:

 

Alberto Scapini  

 

 ( 4 febbraio 2003 )  

 

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ClassificazioneHabitatAcquistoCompatibilità tra specie in acquarioAlimentazioneColori e comunicazioneMalattieConclusioni Famiglia Acanthuridae: classificazione Paracanthurus hepatus - foto Claudio ...

Zanclus, bello e possibile

Zanclus cornutus. Questo esemplare è nelle mie vasche dal 1997 Quando ho acquistato la mia ...

Nano-reef una sfida possibile

Piccolo BerlineseLa stabilitàLa vascaIl sumpLo schiumatoioIl filtro rapidoL'illuminazioneIl movimento dell'acquaLa temperaturaIl calcioIl rabboccoLe rocce viveIl ...

Specie protette da Cites

Per effettuare una ricerca di una specie visita il sito: www.speciesplus.net Le specie protette da ...

Riprodurre coralli in acquario

Riprodurre coralli - l'importanza ecologica della propagazione in acquario Acropora nasuta, la crescita avviene sotto ...

Chaetodon trifasciatus, la lezione di Lalla

Lalla nel suo acquario - Aprile 2000 Un pomeriggio di settembre del 1998, in un ...

Nutrire i coralli: come, quanto e perché

Nutrire i coralli. Non molti anni fa, quando i primi acquariofili cominciarono ad avere successo ...

Cavallucci marini: Hippocampus zosterae un minuscolo cavalluccio pigro ma affascinante

Giovane femmina di H. zosterae in acquario - foto e vasca Alberto Scapini Chi s’imbatte ...

Le rocce vive, cuore dell'acquario di barriera

Rocce vive di qualità - foto Claudio Rebonato - vasca Sergio Girelli Senza le rocce ...

Imprevedibili predatori di invertebrati

Cipraea tigris in acquario. Questo mollusco deve trovare posto in acquari spaziosi e con molte ...

Pericoli in acquario

Una colonia di Zoanthus sp. - foto e vasca Claudio Rebonato I pericoli in acquario ...

La Cavernularia obesa

Cavernularia obesa in acquario - foto di Alberto Zucca Curiosando tra le vasche del negozio ...

Organismi spazzini

Valenciennea puellaris. Con lei il fondo sarà sempre smosso e perfettamente pulito - foto e ...

Dagli errori al metodo Berlinese, ecco la mia storia di acquariofilo

La nuova vasca perfettamente funzionante La mia storia di acquariofilo. Devo dire che il mio ...

Nuotare con maschera e pinne in un acquario naturale

Snorkeling nella laguna del reef Due appassionati di snorkeling esplorano una delle lagune coralline davanti ...

Miracle Mud: il filtro a fanghiglia

L’inventore, il dottor Leng Sy, dice di essere un acquariofilo pigro e di aver ...

Miracle Mud: il filtro a fanghiglia, il punto dopo un mese

Miracle Mud: il filtro a fanghiglia, il punto dopo un mese Ad oltre un mese ...
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