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di Claudio Rebonato
 
Paracanthurus hepatus
Paracanthurus hepatus (foto Claudio Rebonato vasca Enzo Caretto)






 
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Classificazione
La famiglia Acanthuridae appartiene alla classe Actinopterygii dell’ordine Perciformes, sottordine Acanthuroidei. E’ divisa in tre sottofamiglie, le cui specie sono facilmente riconoscibili dal numero e dalla morfologia delle spine del peduncolo caudale. I membri della sottofamiglia Nasinae hanno una o due spine fisse, quelli della sottofamiglia Prionurinae ne hanno tre, mentre quelli della sottofamiglia Acanthurinae hanno una singola spina che si ripiega in una scanalatura.

Altri esperti in tassonomia sostengono che le sottofamiglie siano solo due: la Nasinae (genere Naso) e l’Acanthurinae, (tutti gli altri generi) che a sua volta si divide in “tribu” denominate Prionurini (Prionurus), Zebrasomini (Paracanthurus e Zebrasoma), Acanthurini (Acanthurus e Ctenochaetus).

La traduzione letterale del nome scientifico significa “coda con spine” e deriva, appunto, dal fatto che alla base della coda i pesci possiedono due “bisturi” (uno per lato) che in caso di necessità vengono sguainati per essere utilizzati sia come arma di difesa, sia come arma d’attacco.
Questa famiglia comprende dei veri e propri giganti. Il primato spetta a Naso annulatus (100 cm.), mentre il più piccolo e Ctenochaetus flavicauda (11,8 cm.).
La famiglia è composta da sei generi: Acanthurus, Ctenochaetus, Naso, Paracanthurus, Prionurus e Zebrasoma, per un totale di 72 specie.
(fonte: FishBase.org)

La stessa fonte, nel dettaglio, ne illustra 81 con un genere aggiuntivo: l’Acronurus (Gronow 1854). Le larve degli Acanturidi sono completamente diverse dagli esemplari adulti e questo ha portato per molti anni a considerare l’Acronurus un genere. Oggi, quasi tutti gli esperti di tassonomia concordano che il termine Acronurus identifica un particolare stadio nell’evoluzione larvale degli Acanturidi e pertanto il genere non deve essere ritenuto valido.

Ma suddividiamo le specie per genere.

Acanthurus (39 specie): Acanthurus achilles, Acanthurus albipectoralis, Acanthurus auranticavus, Acanthurus bahianus, Acanthurus bariene, Acanthurus blochii, Acanthurus chirurgus, Acanthurus chronixis, Acanthurus coeruleus, Acanthurus dussumieri, Acanthurus fowleri, Acanthurus gahhm, Acanthurus grammoptilus, Acanthurus guttatus, Acanthurus japonicus, Acanthurus leucocheilus, Acanthurus leucopareius, Acanthurus leucosternon, Acanthurus lineatus, Acanthurus maculiceps, Acanthurus mata, Acanthurus mindorensis, Acanthurus monroviae, Acanthurus nigricans (sinonimo Acanthurus glaucopareius), Acanthurus nigricauda, Acanthurus nigrofuscus, Acanthurus nigroris, Acanthurus nubilus, Acanthurus olivaceus, Acanthurus polyzona, Acanthurus pyroferus, Acanthurus randalli, Acanthurus reversus, Acanthurus sohal, Acanthurus tennentii, Acanthurus thompsoni, Acanthurus triostegus, Acanthurus tristis e Acanthurus xanthopterus.
Ctenochaetus (9 specie): Ctenochaetus binotatus, Ctenochaetus cyanocheilus, Ctenochaetus flavicauda, Ctenochaetus hawaiiensis, Ctenochaetus marginatus, Ctenochaetus striatus, Ctenochaetus strigosus, Ctenochaetus tominiensis e Ctenochaetus truncatus.
Naso (17 specie): Naso annulatus, Naso brachycentron, Naso brevirostris, Naso caeruleacauda, Naso caesius, Naso fageni, Naso hexacanthus, Naso lituratus, Naso lopezi, Naso maculatus, Naso minor, Naso reticulatus, Naso thorpei, Naso thynnoides, Naso tuberosus, Naso unicornis e Naso vlamingii.
Paracanthurus (1 specie): Paracanthurus hepatus.
Prionurus (7 specie): Prionurus biafraensis, Prionurus chrysurus, Prionurus laticlavius, Prionurus maculatus, Prionurus microlepidotus, Prionurus punctatus e Prionurus scalprum.
Zebrasoma (7 specie): Zebrasoma desjardinii, Zebrasoma flavescens, Zebrasoma gemmatum, Zebrasoma rostratum, Zebrasoma scopas, Zebrasoma veliferum e Zebrasoma xanthurum.

Molte di queste specie non arriveranno mai nei nostri acquari – probabilmente non li avrete nemmeno sentiti nominare - tuttavia può essere interessante sapere che esistono.

Habitat
Cinque specie di Acanturidi vivono nell'Oceano Atlantico, le altre nell’Oceano Pacifico ed Indiano. Hanno il corpo lateralmente compresso, una pinna dorsale continua, pinne pettorali molto sviluppate, una bocca munita di un gran numero di piccoli denti e colorazioni vistose che in alcuni casi sono addirittura spettacolari. Chi non è rimasto affascinato nel vedere il giallo lucente di Z. flavescens, i colori pastello di P. hepatus e A. leucosternon o il corpo color melanzana con goccia arancione di A. achilles?

I “pesci chirurgo” vivono prevalentemente nei reef dove abbondano i coralli, a svariate profondità, ma anche in spazi aperti, specialmente i generi solitari che amano le lunghe “passeggiate” come i Naso. Vivono generalmente in branco ed incontrarne uno durante un’immersione è una delle esperienze più emozionanti per un sub. In queste comunità possono svilupparsi liti che quasi mai sfociano in risse vere e proprie, ma si limitano a delle scaramucce. Invece lo scontro può essere violento quando un branco invade il territorio di un altro. Si assistono a veri e propri duelli che talvolta possono essere mortali se una delle due parti non cede il campo agli avversari.

La riproduzione avviene prevalentemente nelle ore serali o notturne, quando gli individui salgono in superficie per espellere le uova e lo sperma. Le larve conducono una vita pelagica. Non si conoscono caratteristiche fisiche certe che differenzino il maschio dalla femmina.
La coda a lira di certi esemplari di Naso, per esempio, che per alcuni denota l’appartenenza ad un sesso in particolare, deve considerarsi solo una supposizione.

Nei luoghi di origine, le carni degli Acanturidi fanno parte dell’alimentazione delle popolazioni locali. Bisogna sapere che alcuni esemplari sono velenosi. Non è il genere o la specie in particolare ad esserlo, ma sembra che dipenda dall’assunzione o meno di una certo tipo di alga. Tuttavia il fenomeno è ancora piuttosto misterioso.

La maggior parte degli Acanturidi è fitofaga, altri preferiscono cibo di origine animale come piccoli crostacei e polipi di corallo. Il tipo di cibo consumato, ed anche il modo stesso di alimentarsi, varia a seconda del genere. Per esempio, alcuni filtrano il detrito del fondo - dal quale estraggono minuscoli animaletti - e le diatomee della sabbia, alcuni si cibano di macroalghe, altri ancora di alghe che crescono sulle rocce. Tutti, in ogni modo, hanno in comune un’intestino molto lungo, adatto a ricevere e digerire ingenti quantità di cibo. Si alimentano continuamente, dal sorgere del sole fino all’imbrunire e con la loro azione regolano la crescita delle alghe nella barriera corallina.

La durata della loro vita, come per moltissimi altri pesci è un mistero. Tuttavia, considerando che nell’acquario di Nancy (Francia) un esemplare di Acanthurus xanthopterus gode ottima salute dopo 22 anni, possiamo ipotizzare che in mare la vita di questi pesci sia lunghissima.
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Acquisto
La scelta degli Acanturidi da inserire in acquario deve essere fatta con particolare attenzione. Le regole di seguito elencate valgono per l’acquisto di tutte le specie, ma in particolar modo per questa famiglia. Non lasciatevi ammaliare dalla bellezza del soggetto o dalle assicurazioni di chi è preposto alla vendita. Osservate attentamente l’esemplare prima di decidere.

Ecco le dieci “regole d’oro” per coloro che non hanno molta esperienza, regole che nella maggior parte dei casi assicurano un buon acquisto.
  1. Informarsi sulle dimensioni che il pesce avrà da adulto e valutare se la vasca dove trascorrerà la sua esistenza è adeguata. Verificate di persona su qualche pubblicazione le effettive misure. Nei migliori negozi sono sempre disponibili libri per il pubblico;
  2. L’esemplare che volete acquistare deve essere compatibile con i pesci che già abitano la vasca;
  3. Il pesce deve assumere cibo. Esigete dal negoziante la prova al momento;
  4. Il corpo del pesce deve essere regolare, senza avvallamenti o rigonfiamenti visibili. Gli occhi non devono essere sporgenti e la testa non deve presentare affossamenti. Osservate l’esemplare frontalmente;
  5. I colori devono essere saturi e non scuri o sbiaditi;
  6. Controllare che non ci siano parassitosi o corrosioni delle pinne in atto;
  7. Informatevi sui valori chimici dell’acqua e sull’eventuale uso di medicinali nella vasca di esposizione;
  8. Il soggetto deve essere vivace, scattante e non impaurito;
  9. Chiedete da quanto tempo è in negozio;
  10. Chiedete la provenienza dell’animale. Alcune zone sono da sempre riconosciute come luogo in cui la pesca è effettuata con il veleno;

Un negoziante serio e competente non esiterà a fornirvi tutte queste informazioni, ben sapendo che è nel proprio interesse vendere un pesce solo quando è sano ed in forma.
Al contrario, una certa reticenza nel rispondere alle domande, denota una mancanza di professionalità e la possibile mala fede.

Coloro i quali possiedono una discreta o meglio ancora buona esperienza possono decidere comunque l’acquisto anche se alcuni di questi 10 requisiti non sono rispettati. Gli acquariofili esperti sono in grado, a volte meglio dei negozianti, di far fronte a problemi d’alimentazione, di malattie e d’ambientamento.

Zebrasoma flavescens
Zebrasoma flavescens (foto Claudio Rebonato - vasca Gianluca Bin)

Ma quali specie di quelle maggiormente importate sono adatte ai nostri acquari?
Bisogna precisare che i pesci raggiungono in acquario misure molto inferiori a quelle riscontrate in natura. Le cifre tra parentesi corrispondono alla lunghezza del pesce adulto in natura e sono espresse in centimetri.

Vasca con una capienza inferiore ai 200 litri: nessuno.

Vasca con una capienza tra i 200 e 300 litri
: A. achilles (24), A. japonicus (21), A. leucopareius (24), A. pyroferus (25), C. hawaiiensis (25), C. strigosus (14,6), Z. flavescens (20), Z. scopas (20), Z. xanthurum (22).

Vasca con una capienza tra i 300 e 600 litri
: A. bahianus (38), A. coeruleus (39), A. lineatus (30), A. olivaceus (35), A. tennentii (31), A. triostegus (27), P. hepatus (31)

Vasca con una capienza oltre i 600 litri
: A. dussumieri (54), A. leucosternon (54), A. sohal (40), N. lituratus (45), N. lopezi (54).

Gli Acanturidi sono considerati pesci molto aggressivi. In realtà ciò non è sempre vero oppure lo è solo in parte. L’aggressività si manifesta quando le condizioni ambientali non sono adeguate alle esigenze della specie.
In natura gli spazi enormi, il cibo abbondante e la suddivisione del territorio che i nuovi nati trovano già delimitato, sono fattori che da soli impediscono il nascere di risse e competizioni. In acquario le cose cambiano e lo spazio ristretto è la causa più rilevante dell’incompatibilità. Spetta agli acquariofili documentarsi e selezionare le specie secondo criteri ormai collaudati.

Certamente qualcuno non sarà d'accordo con me nel leggere, qualche riga sopra, che per una capienza di vasca inferiore ai 200 litri non ho consigliato nessun Acanturide. Ma il rispetto di tale criterio ci consente di dormire sonni tranquilli, sicuri che, per esempio, uno Z. flavescens è meno aggressivo in una vasca di capienza superiore.

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